domenica 31 gennaio 2016

Matteo e Maya a Berlino senza Ilva

Angela ha cominciato la conferenza stampa dopo il bilaterale con uno zuccherino sul percorso iniziato dall'Italia con le riforme. E Matteo annuiva. Su e giù con la testa come un martello pneumatico.
All'improvviso la sciabolata.
Angela attacca il pippone dei Balcani.
A quel punto Matteo ha impugnato la penna e ha iniziato a prendere appunti. Come se a Roma nessuno gli avesse detto niente della questione. Lui scriveva e scriveva e scriveva.
Angela è passata alla questione libica.
A Matteo si è fermato il respiro. Ha trattenuto aria il più possibile per ritirare il pancino e si è abbottonato il bottone della giacca.
Angela ci ha preso gusto. Spaziava dalla Libia alle banche.
Matteo smarrito si guardava attorno forse in cerca della Sapora. Si era dimenticato di averla lasciata a casa in punizione. Arrivato il suo turno ha cominciato il pippone sul suo essere europeista e sugli scafisti schiavisti. Si è rivolto ai giornalisti dicendo che loro sanno quanto ci si sente soli in certi frangenti. E che quindi possono capire quanto si sia sentita sola l'Italia all'inizio della battaglia sui migranti . Ha ricordato anche una cena in famiglia con Angela che pontificava sul rischio Maya per l'Europa. Poi con un pizzico di soddisfazione ha detto che Italia e Germania hanno punti di vista diversi su molte cose ma che si incontreranno e discuteranno assieme.
Angela lo guardava con lo sguardo a metà tra Maya e Ilva.
Matteo si è risbottonato il bottone della giacca sul pancino.
The end.


ps/ ma i giornalisti soffrono di solitudine ?



Foto palazzo chigi

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