lunedì 14 dicembre 2015
Sorellanza
L’elemento più insidioso di questa iniziativa social di cui è arrivata notizia anche qui in Italia, è che sostiene cause come quella di Shaker Amer ovvero di un uomo che è stato torturato e tenuto recluso per anni senza motivo e per la quale è decisamente legittimo battersi . Ma anche vicende come quelle di Afsana Kayum e Anjem Chaudary ovvero di cittadini inglesi indagati o incriminati per aver commesso atti contrari alla legge. In buona sostanza si cerca di insinuare e rafforzare nel musulmano qualunque l’idea che l’intera comunità sia soggetta a persecuzione. Difficile dire chi ci sia dietro a questi profili ma potrebbero costituire una tendenza che in poco tempo si diffonderà al di là dei confini anglo-americani e verrà abilmente sfruttata da Daesh. Non è una coincidenza che vengano presi ad esempio anche casi giudiziari controversi dall’Iran all’Arabia Saudita. Un tentativo di formare un movimento di protesta eversivo a livello globale che potrebbe vedere coinvolti anche i non musulmani.
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