L'intervento che non mi aspettavo in tutta questa manfrina è stato quello di Pierluigi Bersani.
Se da un lato era scontato che un tipo come Saviano, uno cioè che non è riuscito ad entrare nella corte di Renzi, partisse all'attacco a testa bassa, dall'altro è spuntato all'improvviso il Bersani che ama fare le comparsate televisive al solo scopo di demolire le politiche governative e il presidente del consiglio e lo si è sentito reagire alle richieste di dimissioni della Boschi con un "ma questo è un attacco personale".
E' utopistico credere che l'uscita di scena del ministro per le riforme risolva il problema e sgombri il campo da qualsiasi dubbio. Se è vero, e sottolineo se, visto che è la magistratura che deve accertare ogni tipo di responsabilità in questa triste faccenda delle banche, che il governo ha agito negli interessi della famiglia Boschi, le dimissioni del ministro non abbatteranno il sistema.
Il sistema Renzi prevede che tutti quelli che rientrano nelle sue grazie stiano nei posti di potere.
Non c'è ufficio nei ministeri o in polizia e nelle aziende di stato che non sia diretto da una persona vicina a Renzi. Nemmeno che faccia riferimento al ministro competente ma direttamente al presidente del consiglio.
Tutta gente più o meno qualificata ma che è nei suoi circoli.
Ricorda il sistema di zio Remo qua in Abruzzo che ha piazzato gente dappertutto ma almeno lo faceva per dare lustro alla nostra regione e soprattutto per dare lavoro. Non per smanie di potere . Per se stesso non ci ha nemmeno guadagnato granchè.
Oggi se non sei in qualche modo il cocco di Renzi non riesci a trovare lavoro nè a costruirne.
Non c'è nessuna opportunità.
E' inutile sbandierare come un trofeo il candidato sindaco di Platì.
Chiunque correrebbe il rischio pur di ottenere uno stipendio.
Attualmente l'alternativa per un normale cittadino che non rientra nelle grazie di Matteo è andarsene via da questo Paese.

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