Rob Wainwright è un 48enne molto british, alla guida di Europol dal 2009. Lungi da lui sferrare attacchi diretti con metodi poco diplomatici. Ma nel modo felpato che è consono all’indole tipica di un cittadino del regno di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra, Wainwright ha svolto un ragionamento chiaro al presidente del gruppo del Pse a Strasburgo Gianni Pittella, nel loro incontro di questa mattina nella sede di Europol a L’Aja. C’è anche l’Italia tra i paesi europei che collaborano poco con Europol nella condivisione di dati utili a contrastare la minaccia terroristica. E in Italia il problema sta nel fatto che la condivisione dei dati è a discrezione dei pm che conducono le inchieste giudiziarie.huffington
All'edizione europea di Politico ha dichiarato che l'Italia è uno di quei Paesi assieme al Belgio che non crea problemi in materia di intelligence sharing.
Anzi noi diamo all'Europol un "greater role".
Wainwright è un gran furbone.
Sa benissimo che un progetto di Cia europea non verrà mai realizzato. Probabilmente si cercherà di integrare al meglio gli organismi esistenti o di crearne uno di coordinamento.
E lì che lui vuole piazzare la zampata per consolidare la partnership con il privato e tutto il business che ne deriva e poi mettersi a capo di una organismo investigativo che abbia poteri effettivi che attualmente l'Europol non ha .
Ed è lì che lo sorregge il direttore reggente della polizia postale italiana, o chi glielo suggerisce, quando esalta partenariato e cooperazione. Si rischia così di far diventare la nostra polizia la succursale di Europol e Interpol.
Wainwright non si deve permettere di esprimere simili giudizi sui poteri del pubblico ministero in Italia. Specie se è a colloquio con un politico italiano . E' una intrusione della sovranità nazionale.
Spetta ai nostri investigatori discuterne con gli interlocutori istituzionali preposti.
Attualmente il problema che dobbiamo risolvere è lo scempio costituito da indagini "mozzate", necessarie ci dicono per aggirare un ostacolo normativo, che praticamente si limitano a rilevare reati o pseudo tali per lo più sul web. La storiella che poi l'indagine alla fine può riprendere come se niente fosse è buona per la stampa. Il terrorismo in forma organizzata, e presto diventerà tale, va stanato sul territorio. Internet è semplicemente un mezzo.
Se poi si deve stare a pontificare sui pericoli di Twitter e Instagram per alimentare il magna magna della sicurezza come lo chiama Gasparri, allora è un'altra questione.
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