domenica 25 ottobre 2015

Serpi(co)

In questo caso diplomatico c’è un’altra persona, ugualmente della polizia, ma di nazionalità italiana, che forse ha un importante ruolo. È una funzionaria che aveva lavorato durante il G8 di Genova, che era stata condannata per le violenze e che anziché sparire nelle retrovie era stata promossa, ritrovandosi nostro «rappresentante investigativo» in Albania e in ottimi rapporti con Tirana. Per una coincidenza giudicata strana da Zagani e anche da alcuni finanzieri, appena è esploso l’ affaire la funzionaria è stata tolta dall’Albania e destinata ad altro incarico. Per quale motivo? Non è l’unica domanda. Ad esempio, come si comporteranno gli svizzeri con il poliziotto ricercato e per il quale già è stato coniato il soprannome di nuovo Serpico?corriere


La vicenda del funzionario italiano in questione, che nel frattempo sarebbe stato assegnato ad un altro incarico all'estero, dimostra che in fondo l'affaire Diaz non è affatto chiuso come afferma il ministro Alfano.
Ogni volta che in una questione attuale come quella albanese è coinvolto un funzionario di polizia in qualche modo legato alla vicenda Diaz, si pensa che ci sia qualcosa di misterioso o poco chiaro . Il motivo per cui non si vuole fare una legge che impedisca il reintegro dopo una condanna definitiva, anche nel caso specifico per il quale il funzionario a detta dei giornali di destra sarebbe stato condannato ingiustamente (non poteva non sapere) è che probabilmente quelli della Diaz stanno pagando per responsabilità non proprie e gli si vuole fare così da scudo dandogli la possibilità di continuare a lavorare o pagandogli le cifre stabilite dai tribunali. A quelli fuoriusciti in via definitiva si è trovato un posto nelle aziende di stato. Beati loro mi si consenta.
In un Paese normale, specie se l'attività in questione è di polizia, sarebbe sufficiente dare la possibilità di rimanere al proprio posto fino all'ultimo grado di giudizio e poi tutti a casa.
Il capo della polizia non può venirci a parlare di legalità all'Expo quando nel suo cortile c'è questa situazione.

I giornali italiani continuano a trattare la vicenda di Zagani come se fosse un riempitivo domenicale e nessuno mi pare abbia citato la faccenda del pasticcio diplomatico tra il ministro dell'interno albanese e il commissario Grillo. In America sarebbero già state chieste le dimissioni del presidente.
Qui da noi non solo non si è capito cosa sia accaduto realmente (facile darsi le arie da superpoliziotto in un Paese corrotto) ma anche il ruolo svolto dalle nostre istituzioni. Ci starebbe bene almeno una interrogazione parlamentare che chiarisca il perchè della doppia versione di Grillo (vd. post precedente). Dalle parole del ministro albanese si è capito che non si è trattato di una errata trascrizione della stampa.
Sarebbe interessante sapere chi appoggia chi. Ministero dell'interno, difesa, esteri. Polizia, guardia di finanza . Come si sono posti questi enti nei confronti della diatriba Zagani-Tahiri ?
Finchè c'è stato il controllo della magistratura italiana sui rapporti tra Zagani e le nostre forze dell'ordine potevamo stare relativamente tranquilli. Per il resto vorremmo fosse fatta luce sulle vicende in questione.

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