sabato 11 luglio 2015
La passeggiata che non ci fu
Figurarsi se mi sfuggiva una passeggiatina pubblica del direttore.
Guai a chi me lo tocca.
Non poteva mancare un lagno sulla spending review.
Ma come mai la sottolineatura sul fatto che non viaggiò assieme alla ministra ?
Hmmm most likely siculo con moglie gelosa.
Questo scivolone se così possiamo definirlo, mi dà ragione sul fatto che la bassa esposizione mediatica del generale Manenti non giova ad un servizio che attualmente punta molto sulla forma più che sulla sostanza.
La vicenda dello stand con le dovute differenze del caso ovviamente, ha avuto lo stesso impatto dell'affaire Telekom Serbia che per primo ci svelò l'esistenza del direttore e che venne rispolverato quando egli fu chiamato alla guida dell'agenzia.
Magari a lui non interessa che si chiacchieri anche insistentemente della sua persona però interessa al sistema in generale.
A oggi i giornali hanno diffuso la sensazione che Hacking Team sia un'azienda con forti appoggi a livello istituzionale . Nulla di più falso se si leggono attentamente le missive elettroniche con un'ottica aziendale e tenendo conto del "personaggio Vincenzetti".
Le lobby sono un fenomeno abbastanza comune di questi tempi. I toni esagerati del boss di HT lasciano intuire scenari più torbidi.
Nel contesto generale la passeggiata che non ci fu costituisce un'aggravante non necessaria.
Nel panorama attuale italiano dominato da notizie di terrorismo internazionale al limite della bufala, la figura del direttore dell'Aise conta più di quella del presidente del consiglio o del ministro degli interni perchè è un uomo dotato di esperienza e capacità.
Le sue valutazioni tradotte in parole valgono oro.
Una sua intervista o un intervento pubblico ben distribuito avrebbero un effetto migliore delle veline sui "banditi verniciati da islamisti" o sui presunti maltrattamenti alle pupe con la passione per le vacanze siriane.
La sua esposizione diretta non costituirebbe una semplice operazione di marketing.
Ci convincerebbe che i servizi sono più sostanza che forma.
Non stiamo parlando della fuoriuscita maldestra di alcune foto di famiglia su Facebook come accadde alla moglie di sir John Sawers ma di un intervento programmato e mirato nel tempo sulla percezione pubblica.
Darsi ai media oggi non significa necessariamente rivelare dei segreti ma esporre quella parte di verità che interessa far sapere.
Tutto il contrario di quello che si faceva in epoca "sismica" e con risultati migliori.
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