domenica 14 giugno 2015
Collocamenti
Apruzzese ha avuto l'astuzia di piazzare al comando dei vari comparti territoriali uomini fidati e di certo non con particolari conoscenze tecniche o un background nel campo informatico ma che nel tempo hanno garantito un livello investigativo sufficiente ad assicurare la sopravvivenza della polizia delle comunicazioni alla quale i poteri che l'hanno sostenuta (politici ed aziende) non chiedevano altro che coprire una emergenza criminale che almeno per il nostro Paese era di tipo nuovo.
Poi negli anni il governo ha capito le potenzialità di questo dipartimento sia in funzione mediatica e propagandistica che per rispondere alle esigenze di lobby di supporto (comunità ebraica, curia, banche, poste, onlus) quindi di gruppi che grazie anche all'enorme potere finanziario acquisito costituiscono un bacino imponente di consensi e collaborazioni.
Le emergenze sociali attuali e le conseguenti evoluzioni criminali imporrebbero una impostazione diversa ovvero investire maggiormente nella preparazione ed addestramento di divisioni investigative di classica fattura (anti-terrorismo, sco, dac, digos, squadre mobili) inserendo tecnici informatici al loro interno e lasciando che la polizia delle comunicazioni, soprattutto in virtù della riforma delle forze dell'ordine, venga riassorbita magari anche all'interno di altri corpi.
In questo modo l'azione investigativa in campo informatico inciderebbe in maniera concreta sulla nostra economia. Cosa che finora, a giudicare dai numeri forniti in maniera spesso incompleta, non è avvenuta.
Ma si tratta di un discorso piuttosto utopico visto che verrebbero toccati interessi economici enormi.
Tutti gli sponsor che godono dell'enorme esposizione mediatica derivante dalle iniziative dedicate al mondo giovanile ridurrebbero drasticamente il loro impegno.
E forse anche gli stessi agenti della polpost non amerebbero tornare a fare nottatacce in questura o a rischiare l'incontro con la gioventù del machete, target ben diverso da quello incontrato sul camper.
Quindi va bene così.
Facciamo gli auguri a tutti i collocati e in particolate al prefetto De Felice che torna finalmente in campo.
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