domenica 31 maggio 2015

Nel mirino

E' comparso in rete un documento simile a quello pubblicato alcune settimane fa in America con nomi ed indirizzi nonchè numeri telefonici di alcuni alti funzionari e dirigenti di forze dell'ordine ed esercito.
In quella occasione nominativi e dati erano esatti poichè filtrati da profili linkedin e facebook il che faceva sorgere il dubbio che essi fossero stati scelti in maniera mirata e che quindi il rischio lupi solitari o gruppi organizzati sul territorio fosse un pericolo tanto concreto quanto vicino da venire.

La Islamic state hacking division sembra ora aver preso di mira l'Italia.



Il tasso di cultura digitale non proprio elevato che caratterizza il nostro Paese questa volta costituisce un vantaggio perchè permette di verificare immediatamente il modus operandi e quindi di escludere che gli esecutori abbiano legami diretti con l'Italia.
E' raro inoltre che i membri delle forze dell'ordine inseriscano nei loro profili i dati di residenza a meno che non si tratti di caserme o posti di polizia.
Sarebbe comunque opportuno in questo periodo di allerta elevata, che venissero omessi anche quei riferimenti.

Nella maggior parte dei casi si tratta di funzionari e dirigenti di alto rango conosciuti più a livello locale che nazionale (il generale Gallitelli tra l'altro è in pensione) i cui nomi sono stati estrapolati seguendo un criterio di tipo regionale (Belardi e Micillo in Toscana, Messina e Governale in Sicilia) e gli si sono associati indirizzi e numeri di telefono ottenuti immettendo i nominativi in qualche motore di ricerca o su pagine bianche.
Si è andato quindi a pescare tra omonimi.
Infatti le associazioni sono, per quanto è possibile verificare, errate.



Potrebbe trarre in inganno la presenza nell'elenco del questore Micillo di cui abbiamo avuto notizie tempo fa circa una squadra antiterrorismo che verrà coordinata da lui.
Ma risulta un unicum nella lista quindi si tratta con molta probabilità di una coincidenza.

Al solito l'elenco è accompagnato da un messaggio delirante che inneggia allo stato islamico e alla conquista di Roma, evidentemente reso in italiano con un traduttore online.
Agli analisti il compito di stabilire quanta presa possa fare e su chi.
Ma soprattutto è bene prendere in considerazione il fatto che in un futuro non molto lontano questi appelli potrebbero essere realizzati in maniera più mirata.

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