In quella occasione nominativi e dati erano esatti poichè filtrati da profili linkedin e facebook il che faceva sorgere il dubbio che essi fossero stati scelti in maniera mirata e che quindi il rischio lupi solitari o gruppi organizzati sul territorio fosse un pericolo tanto concreto quanto vicino da venire.
La Islamic state hacking division sembra ora aver preso di mira l'Italia.
Il tasso di cultura digitale non proprio elevato che caratterizza il nostro Paese questa volta costituisce un vantaggio perchè permette di verificare immediatamente il modus operandi e quindi di escludere che gli esecutori abbiano legami diretti con l'Italia.
E' raro inoltre che i membri delle forze dell'ordine inseriscano nei loro profili i dati di residenza a meno che non si tratti di caserme o posti di polizia.
Sarebbe comunque opportuno in questo periodo di allerta elevata, che venissero omessi anche quei riferimenti.
Si è andato quindi a pescare tra omonimi.
Infatti le associazioni sono, per quanto è possibile verificare, errate.
Potrebbe trarre in inganno la presenza nell'elenco del questore Micillo di cui abbiamo avuto notizie tempo fa circa una squadra antiterrorismo che verrà coordinata da lui.
Ma risulta un unicum nella lista quindi si tratta con molta probabilità di una coincidenza.
Agli analisti il compito di stabilire quanta presa possa fare e su chi.
Ma soprattutto è bene prendere in considerazione il fatto che in un futuro non molto lontano questi appelli potrebbero essere realizzati in maniera più mirata.




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