(AGI) - Roma, 13 gen. - Al comparto dell'intelligence vanno destinate "maggiori risorse, non solo economiche ma anche umane e tecnologiche". E' il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, ad illustrare la proposta avanzata dal Comitato al termine dell'audizione di Marco Minniti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi di informazione e sicurezza. Servono "nuovo personale, nuove risorse e nuove attrezzature", queste ultime anche per fronteggiare le cyber minacce, ha sottolineato Stucchi, "e il governo e' disponibile a discuterne". "La minaccia e' tale - ha ricordato Stucchi - che richiede il maggior sforzo possibile di contrasto: non bisogna lesinare risorse a chi e' impegnato quotidianamente in prima fila.
Minniti fino all'altro giorno aveva assicurato che la copertura finanziaria per il comparto intelligence era più che sufficiente a garantire massimo raggio d'azione.
In epoca antecedente la strategia del terrore veniva usata presso i vertici governativi per assicurarsi principalmente quel salvacondotto necessario a comportamenti al limite dell'operatività.
Oggi che con la riforma il referente è cambiato il do ut des è costituito proprio da quei comportamenti.
Il copasir i cui membri hanno bisogno di visibilità politica viene dirottato su questioni di grande importanza mediatica come il protocollo farfalla o il rapimento delle ragazze in Siria.
Con una sorta di tacito accordo passa sotto silenzio invece l'operato di agenti che a sentire certa stampa lavorerebbero all'insaputa del parlamento e del governo in scenari chiave per gli stati uniti : l'Ucraina, la Libia e la Siria.
In tutto ciò è la gente che ci rimette.
In un Paese normale verrebbe aperta una inchiesta interna per individuare e punire il funzionario che ha reso noto il nome e i dettagli della vicenda della ragazza che sarebbe partita per andare a combattere in Siria.
L'esistenza di una famiglia che già vive nell'angoscia è stata ulteriormente distrutta dall'assedio dei giornalisti.
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