venerdì 9 gennaio 2015

Rivendicazioni

“At a minimum, this indicates AQAP and Inspire continue to have resonance,” 
 “Whether these individuals were acting as AQAP or were inspired by them, it demonstrates the continued significance of AQAP and its propaganda.”
Matthew Olsen ex direttore anti-terrorismo americano



Si è cercato in questi giorni di comprendere quale fosse l'affiliazione dei terroristi che hanno colpito Parigi e le ultime notizie di agenzia riferiscono che uno dei due si è dichiarato appartenente ad al Qaeda mentre l'altro a Daash.
Entrambi i gruppi avrebbero rivendicato l'azione.
Il primo pensiero degli analisti era andato ad al Qaeda per l'edizione abbastanza caratteristica dell'ultimo numero del magazine dedicato quasi interamente alle bombe fatte in casa e anche per l'addestramento avvenuto presumibilmente in Yemen.
In realtà Inspire è concentrato sulle bombe tipiche create da Ibrahim al Asiri, ideatore storico di Aqap, senza però mai nominarlo.
L'impressione è che, posto che sia ancora vivo, non è forse completamente a disposizione oppure è in procinto di passare a Daash come si ipotizzava alcuni mesi fa.
Il delirio che caratterizza il numero di Dicembre è dato dal bisogno di al Zawahiri di riconquistare credibilità almeno fuori dalle zone di combattimento.
Sebbene Daash fatichi ancora ad ottenere alleanze stabili sul territorio, ad al Qaeda manca un riferimento di peso come lo era Bin Laden o anche al Awlaki.
Se questa sua chiamata alla jihad in occidente e ai lupi solitari avesse successo, gli consentirebbe di serrare i ranghi su parecchi  fronti.
A Daash per ora interessa la conquista del territorio ma ovviamente sta gettando le basi per attacchi strutturati in occidente.
Una volta organizzatosi sul modello al Suri cioè con gruppi riuniti su suolo europeo o americano in grado di pianificare attacchi, allora le cose per noi si complicheranno.
Nel frattempo potrebbe realizzarsi un tacito accordo teso alla suddivisione degli obiettivi.
Non deve stupire la diversa affiliazione di un tandem di terroristi.
Il traguardo al momento è lo stesso e fa parte di uno status quo in attesa di una conquista definitiva.
Le rivendicazioni dall'una e dall'altra parte servono semplicemente come mezzo di propaganda.

Si è fatto molto rumore sulla teoria di Aldo Giannuli rispetto ai mandanti o organizzatori dell'attacco.
La pubblicazione sul blog di Grillo ha reso la questione meno seria di quanto possa sembrare.
Il complotto così come lo intende il professor Giannuli non esclude le responsabilità esecutive.
Non stiamo parlando di due ragazzotti ai quali è stato messo in mano un fucile.
Si tratta di individui di per se già indottrinati e ben noti a servizi segreti e forze dell'ordine quindi facilmente reperibili.
E' sufficiente avvicinarli e fornire loro mezzi e bersagli un pò come ha fatto l'Fbi in un paio di operazioni esca per le quali è stata accusata di essere andata oltre i limiti normativi entro i quali il tranello teso deve rimanere.
Gli organizzatori di un attentato non hanno confini stabiliti da rispettare.
Vedremo nelle prossime settimane se verrà fuori qualcosa di concreto al riguardo.

Nessun commento:

Posta un commento