Trasformando la sua pagina facebook, che Il Tempo ha potuto visionare, in un bazar di sermoni e requisitorie di fuoco contro Roma e la Cristianità. Nelle foto che pubblichiamo si vedono donne incappucciate e scene dalla propaganda terroristica più ortodossa.simone di meo il tempo
Quando iniziarono i raid giornalistici de il Giornale nelle bacheche dei musulmani cancellai Micalessin dall'elenco amici Facebook e lo bloccai.
Ero terrorizzata oltre che schifata da come lui e i suoi colleghi danno le notizie.
Trattano la gente e i fatti come carne da macello.
Poi decisi a malincuore anche di chiudere il mio profilo che era aperto.
Credo sinceramente che i social possano essere un mezzo di comunicazione tra società e persone diverse ma qui in Italia è diventato proibitivo.
Non ci sono regole nè etica o meglio non vengono rispettate.
Sono fiduciosa che Simone non sia al livello della gente con la quale lavora e spero rimanga nella cerchia delle mie amicizie virtuali perchè lo stimo come professionista e come essere umano.
Però il metodo è sempre quello.
Chi ha poca familiarità con certe vicende penserà che veramente la storia che ha narrato venga da ambienti di sicurezza interna.
E magari così è.
Però è altrettanto facile costruirla dal nulla.
Basta dar retta alle storie che circolano a Napoli e parlare del percorso base che fanno un pò tutti i jihadisti specie le donne.
La foto è di repertorio. Non necessariamente è stata presa dalla bacheca.
Io non contesto che si parli di certe vicende ma che non venga data la possibilità ai protagonisti di dire la loro.
Almeno io vado alla ricerca del personaggio e gli chiedo una chiacchierata da poter trascrivere sul blog.
Se me la negano passo appresso.
In ogni categoria ci sono vari attori.
Qualcuno che voglia parlare e spiegare si trova sempre.
Capisco comunque che chi campa scrivendo tiene famiglia.
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