Principalmente perchè non ne aveva bisogno.
L'America ha già avuto il suo undici settembre e lo ha sfruttato come ha potuto con i risultati odierni.
Tra essi anche l'assedio di Parigi.
Poi ha bisogno di sistemare questioni e vicende che hanno contribuito a creare questa tragedia.
C'è da vedere se nel breve termine bisognerà pensare alla successione in Oman e Arabia Saudita e come queste si incastreranno con la nuova pax tra Qatar, Egitto e resto del Golfo.
Sempre più nebuloso è il rapporto con l'Iran e la situazione in Yemen è ormai precipitata.
C'è ancora da stabilire con gli alleati una strategia vincente o per lo meno adeguata a tamponare la guerra in Siria ed in Iraq.
Insomma i consiglieri di Obama che assieme alla sua amministrazione ha tenuto un profilo basso sin dall'inizio della strage, hanno ritenuto opportuno che questa diventasse il nostro undici settembre e quindi di lasciare la scena ai legittimi titolari affiancati da vari reali e governanti medio orientali.
Questo potrebbe tornare utile anche per trovare una chiave di svolta alla tribolata situazione libica.
Il popolo europeo d'altro canto si è compattato attorno ai propri leader dando sfogo ai sentimenti di colpa.
Atei, fascisti, comunisti, papisti, ebrei, tutti uniti nel nome di quattro vignette insulse che fino all'altro giorno nessuno conosceva.
Forse Obama spera che questa compattazione spinga l'Europa verso un'anima unica che gli dia una mano a risolvere i problemi del mondo che lui stesso ha incasinato.

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