Ascoltava, annotava, e ne dava tempestivo conto ai suoi “handler” nel Servizio: Pio Pompa, custode per conto di Nicolò Pollari dell’ufficio riservato del Sismi in via Nazionale; Marco Mancini, allora capo della divisione antiterrorismo e oggi dirigente del Dis (Dipartimento per le Informazioni e la Sicurezza). Io e Peppe ci mettevamo la faccia, il lavoro paziente della ricerca della verità. “Betulla”, la doppiezza miserabile di chi ha venduto l’anima al Diavolo. Il nostro lavoro, le nostre vite, diventarono uno scartafaccio impilato nell’archivio dei dossier che il Servizio in quegli anni affastellava sul conto di magistrati, politici, giornalisti da “disarticolare”.
bonini repubblica via primaonline
Gli rode proprio che è dirigente del Dis.
Dopo dieci anni un giornalista (Franco Bechis) scrive un paio di pezzi sui servizi attuali che avrebbero tenuto nascosto parte del loro operato al presidente del consiglio e vera o falsa che sia la notizia nessuno le dà importanza.
E' Renato Farina il problema del giornalismo italiano ?
A tutt'oggi la gente legge e si beve tutto quello che Pio Pompa scrive e noi ancora parliamo di quello
che ha fatto Renato Farina ?
Marco Mancini ha pagato, Renato Farina ha pagato, Pio Pompa sta pagando.
Quando pagheranno quelli che ancora abusano dei nostri cervelli ?
Le lezioncine di Bonini sarebbero legittime se non venissero da uno che scrive ancora per Repubblica.
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