Non le deve essere sembrato vero ed ecco che è partito il famoso clic sulla pagina e la truffa è stata servita. Una volta versati i soldi per comprare la borsa, della presunta truffatrice nessuna traccia. spoleto online
Secondo informazioni pubblicate dal quotidiano La Tribune de Genève, agli italiani sarebbe stata proposto un permesso di soggiorno in cambio del versamento di 99 franchi (circa 80 euro) e corsi a pagamento per alcune centinaia di franchi. L'offerta di lavoro, via internet, ha tutte le sembianze di una proposta seria, offre ottime condizioni e stipendi da 6.120 franchi (più di 5mila euro), riferisce il giornale.
corriereadriatico
Sono stati gli agenti del Commissariato San Paolo, diretti dal dr. Filiberto Mastrapasqua, ai quali la donna ha raccontato l'incredibile vicenda, ad avviare immediatamente le indagini e a scoprire che l'uomo oltre a spacciarsi, senza averne il titolo, per un «coraggioso servitore dello Stato», si era anche cambiato il nome.
ilmessaggero
Marco dà soldi e confida nella buona fede della donna che tra l’altro promette di recarsi, in tempi migliori, con un volo aereo in Italia nel paese della vittima ignara.
corrieredelmezzogiorno
Un investigatore che si occupa di questo tipo di casi e anche di più complessi una volta mi chiese :
perché se viene offerto un Rolex a 500€ in un parcheggio prossimo alla
stazione di una grande metropoli nessuno lo acquista temendo sia falso o provento di furto mentre in rete aderiscono
in massa ad un'analoga proposta pensando di aver trovato il modo di fare un affarone?
Internet non viene percepito allo stesso modo di un posto dove si aggirano loschi figuri ma più come una grande bazar o un mercatino delle pulci dove non si pretende di trovare l'originale o l'amore della vita, ma un qualcosa di simile che ci vada bene lo stesso.
Dove magari anche l'imbroglio è dietro l'angolo, ma fatto in modo che non ci possa danneggiare più di tanto. Alla buona.
Per quello non stupisce che i prezzi siano bassi e ci si aspetta che i nostri dirimpettai di tastiera sia onesta come noi.
Dall'altra parte della rete speriamo di incontrare persone che abbiano i nostri stessi bisogni e le nostre paure e che quindi agiscano anche in buona fede .
Ovviamente è la scarsa conoscenza del mezzo che ci induce a pensare così ma soprattutto la speranza che il mondo virtuale, viste le innumerevoli possibilità che offre, sia meglio di quello reale.
Nessun commento:
Posta un commento