sabato 6 settembre 2014

Non la DIA più

“Io sono d’accordo anche nel fare tagli, ma negli ultimi governi sono stati fatti solo quelli lineari del 5 per cento. Non si è avuto coraggio o la forza di entrare nel merito delle cose. Bisogna avere la forza di entrare nei ministeri e di chiudere le parti inutili. Vi parlo anche del sud e anche in zone di mafia. Non c’è giusta distribuzione delle forze. Io capisco le proteste della polizia per il blocco dei contratti. Ma vogliamo risparmiare davvero? Allora chiudiamo la Dia (Direzione investigativa antimafia). Parlo io: risparmiamo in dirigenti e segreterie e affitti e facciamoli tornare sul territorio. Aboliamo il Dap: sapete quanto guadagna un dirigente? 20mila euro”. 
ilfatto


L'abolizione della dia è un mio antico pallino.
Fa un pò tristezza sapere che potrebbe essere presa in considerazione solo perchè un magistrato capopopolo la propone.
La dia a fronte dei risultati si porta appresso problemi di rivalità e conflitti di interessi.
Il passaggio di un funzionario dalla dia ai servizi ad esempio non è indolore come hanno dimostrato alcune vicende accadute in passato in campania e sicilia.

In generale forse è sbagliata questa attitudine che abbiamo di creare nuclei investigativi dedicati in momenti di criticità.
Quelli che rimangono nelle mobili e nelle Questure non hanno la possibilità di affinare le proprie conoscenze e i nuovi eletti sfruttano le loro potenzialità come meglio credono.
Il tutto si traduce in uno spreco di denaro.

Ora non so però chi avrà il coraggio di comunicare questa ideona a De Felice.
Non mi pare tipo pacifico.

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