L’impressione è che tutti i protagonisti della vicenda siano rimasti vittima del proprio ruolo e che una questione di poco conto si sia trasformata senza motivo in una sequenza da film: per l’eccesso di zelo dei controllori Tper, l’interventismo sproporzionato dei vigili e l’irrigidimento della riottosa protagonista la cui reazione, secondo gli agenti, avrebbe addirittura potuto mettere in pericolo i passanti. «Ci sono delle regole e vanno rispettate», si è limitata a dire senza entrare nello specifico la presidente di Tper Giuseppina Gualtieri. Vero, ma c’è anche il buon senso.
rotondi corriere
Monti nel suo articolo parla di "percezione" e infatti furbescamente fa una ricostruzione, complice anche la prosa, a metà tra la realtà e la fantasia.
In procura alla fine potrà raccontarla come vuole.
I vigili e il poliziotto in maglietta invece no.
Sotto la scure delle testimonianze di tutti quelli che hanno assistito dovranno per forza dire la verità.
Il buon senso si può usare in una nazione normale.
In un Paese in cui un adolescente latitante rilascia interviste come fosse una rockstar e gli amici di una vittima mentono sulla dinamica di un incidente, è un pò difficile usare il buon senso.
La signora che ha accusato i vigili di razzismo e Equabile che teme di essere il prossimo Cucchi si fanno scudo di problemi insoluti che ci attanagliano da decenni.
Fanno i furbi pure loro.
Finchè non cambiano la cultura e l'educazione allora non c'è altra strada da percorrere che la repressione.
Ben vengano le manette per strada e anche il carcere se necessario.
Nessun commento:
Posta un commento