Materiale scaricato liberamente da internet che facevano girare nella loro cerchia ristretta con l’obiettivo, ipotizzano gli inquirenti, di reclutare e formare nuove leve pronte per il Jihad.
rotondi corriere
Stamattina la Sarzanini parlava di allerta costante segnalata attraverso informative a prefetti e questori ma pare che non ci siano criticità particolari.
Forse finalmente servizi e antiterrorismo si sono resi conto che il circo del terrore che hanno messo in piedi reca più danni che benefici.
Immagino che questa inchiesta costola sia un atto dovuto ma se si ipotizza, vuol dire che non c'è nemmeno una intercettazione che faccia pensare ad attività illegali.
La circolazione di materiale informativo su armi ed esplosivi non corrisponde in fondo alle attività ricreative a cui si dedicano molti italiani che nel weekend vanno a giocare alla guerra simulata nei boschi ?
Se si parla di gente perfettamente integrata nel territorio, così come lo era quel Munifer della cui morte in Siria abbiamo saputo in questi giorni, non possiamo attribuirgli cattive intenzioni.
O per lo meno non possiamo applicare il principio del predictive policing al loro cervello.
Se fossimo in Inghilterra questi soggetti potrebbero essere sottoposti alle misure preventive del
Terrorism prevention and investigation measures act .
Si tratta di una serie di misure tese a restringere le libertà personali degli individui sospettati di attività terroristica.
La particolarità di queste norme sta nel fatto che non vengono applicate dopo una investigazione che sfocia in un processo pubblico.
Servono a colpire soggetti che non possono subire processi nè possono essere deportati.
Il ministro dell'interno che in seguito alle indicazioni della polizia e dell'intelligence, ha "ragioni sufficienti per credere che un individuo sia o sia stato coinvolto in attività terroristiche" può chiedere ad una corte di limitare l'area di residenza del soggetto, di sottoporlo a controlli e soprattutto di non farlo viaggiare.
Nè la corte nè la difesa sono messi a conoscenza delle prove che motivano la richiesta perchè si tratta di materiale secretato e così viene emesso un ordine restrittivo che può avere la durata massima di due anni senza che si celebri un giusto processo.
David Cameron ha di recente illustrato ulteriori limitazioni da aggiungere a questa norma.
Lo scopo è quello di limitare i movimenti di sospetti all'interno del suolo britannico o di impedirgli di partire per le zone di guerra e di fermare il ritorno dei cosiddetti foreign fighters in patria.
Il primo ministro vuole creare delle zone di esclusione ovvero fare in modo che la corte che applica il Tpim stabilisca anche che l'individuo non possa andare in determinate aree considerate a rischio come ad esempio londra o qualche quartiere dove i potenziali jihadisti si incontrano.
Inoltre attualmente il ministro dell'interno ha già potere discrezionale di togliere il passaporto a cittadini sospettati di attività che costituiscono un pericolo per la Gran Bretagna.
Però il tutto deve passare attraverso un tribunale che deve decidere dopo aver analizzato gli elementi di prova e dando comunque la possibilità al soggetto di difendersi.
Questo potere detenuto da Theresa May è però circoscritto ai cittadini con doppia nazionalità perchè lasciare un cittadino senza patria, seppur temporaneamente, è contro le leggi sia inglesi che internazionali .
Cameron ha intenzione di trovare un artificio legale che gli permetta di aggirare questo ostacolo e in più vorrebbe dare facoltà alla polizia delle frontiere di sequestrare il passaporto in maniera preventiva qualora sia necessario.
Vuole inoltre rafforzare i controlli sulle liste passeggeri in partenza e in arrivo da Paesi a rischio come la Germania e la Turchia ed intensificare gli scambi di informazioni tra i governi europei.
E ovviamente sarebbero predisposti programmi di rieducazione per i giovani fermati.
Pare che al momento non abbia i numeri in parlamento per far passare dei provvedimenti così significtivi.
Si impone comunque una seria riflessione sulle ripercussioni che queste restrizioni avrebbero sulle vite dei cittadini.
Darebbero poteri enormi a polizia ed intelligence e le vie legali da percorrere non sono così semplici.
Le norme in materia di diritto che sono un fiore all'occhiello dell'Inghilterra verrebbero stravolte.
Faceva notare sir Richard Barrett ex direttore dei servizi esterni che a fronte delle scarse informazioni che l'intelligence britannica ha sul reale pericolo che il Paese corre, forse uno stravolgimento del genere costituirebbe una esagerazione.
Non sarebbe meglio dedicarsi ad una strategia vera da attuare in Iraq e Siria e nel frattempo cercare di fare migliori valutazioni sui rischi ai quali siamo esposti in Europa ?
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