domenica 22 giugno 2014

Valanga

Hanno, quindi, dovuto incrociare i dati in loro possesso anche con i luoghi più frequentati in quel lasso di tempo da chi aveva in tasca o in borsa il cellulare. E tra questi c'era anche Bossetti e il fratello Fabio. Insomma, in un modo o nell'altro la Procura sarebbe, comunque, arrivata al presunto assassino, che si trova rinchiuso nel carcere di Bergamo in stato di isolamento.
iltempo


Io quello che non riesco a comprendere, ma probabilmente a forza di serie poliziesche americane mi si è annebbiato il cervello, è perchè si sono fatte così tante intercettazioni e analisi del dna, se si era a conoscenza del particolare delle polveri.
Una volta individuate le celle telefoniche, non si poteva fare una prima selezione basata sul tipo di lavoro degli utenti e sottoporli ad investigazione classica?
Alla fine si faceva il dna.
Il test genetico in una undagine deve essere la conferma e non il punto di partenza.

Per il resto mi sono piaciute molto le storie del poliziotto che passa le nottate a preparare gli schemi investigativi per i suoi uomini, del carabiniere della valle che ancora tiene il numero telefonico sull'elenco e della poliziotta scientifica che è sempre in giro per l'Italia e sente nostalgia delle montagne.
Vi invidio a tutti perchè avete una vita piena mentre la mia è piatta.

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