venerdì 25 aprile 2014

Il ritorno del tortellino

Sono proprio i due giornalisti a far cascare l’asino. Ammettendo tramite una memoria difensiva di aver ricevuto gli atti da Spataro. Quando il processo era in Cassazione e dopo che la Corte Costituzionale aveva già accolto il conflitto di attribuzione sollevato dalla presidenza del Consiglio. A peggiorare le cose, la decisione della Consulta, che quest’anno ha stabilito che gli interrogatori resi durante le indagini preliminari sono “coperti dal segreto e dunque non utilizzabili dall’autorità giudiziaria”.
ilgiornaleditalia


L'articolo, ancor oggi reperibile in rete, era abbastanza duro.
Il racconto di quello che avrebbe fatto Marco Mancini, è costituito da accuse gravi.

La partita si giocherà sulla questione della secretazione .
Se quegli atti fossero stati ancora secretati, non avrebbero potuto essere resi pubblici.
Soprattutto non avrebbe potuto farlo il pubblico ministero.

Ovviamente ora si obietterà che la tempistica è sospetta.
Però Mancini per anni ha subito un inferno ed essendo stato assolto in via definitiva a Febbraio di quest'anno, non poteva agire altrimenti.
Non credo abbia tenuto in considerazione il calendaro del csm.

Questa sua azione è importante, perchè va a spezzare degli equilibri pericolosi in un Paese ormai governato dai procedimenti giudiziari.
E ho l'impressione che questo sia solo l'inizio per l'omino di ritorno da Vienna.






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