giovedì 24 aprile 2014

Altrimenti

«Cercava di far leva sul fatto che io sono una donna. ‘Le italiane sono sporche e vanno purificate’, mi diceva; ‘altrimenti ti aspetta l’inferno eterno’. Continuava a ripetermi: ‘Mi sei servita e basta, lo sai. Ti ho sempre usato e ho sempre approfittato di te’. Si rende conto? Per la cittadinanza. Quando eravamo fidanzati non era così. Altrimenti non l’avrei mai sposato».
carlino emilia


Un paio di considerazioni che mi derivano da un bagaglio di vita variegato.

Quando ci si innamora, si perde il lume della ragione.
E quando ci si sposa, non sempre si è in grado di stabilire che questo sia il passo giusto.
Spesso si pensa che il matrimonio sia il coronamento dell'amore.
Sbagliato. E' il lato pratico.
Sposarsi significa fare un progetto assieme ad un'altra persona (l'ho capito io che sono zitella) con la quale ci si deve per lo più trovare in sintonia, e che poi alla fine si finisce per sopportare.
Tutto questo processo diventa ancor più difficile se i due appartengono a culture diverse.

Non ho familiarità con le etnie del Maghreb, ma conosco l'uomo Arabo e Musulmano che ragiona in una certa maniera.
Non riesce a nasconderlo il disprezzo.
E per quanto una donna sia innamorata, certi dettagli li nota.
Cerca di passarci sopra, nella speranza che alla lunga siano sopportabili.

Dico tutto ciò, non perchè voglia sollevare quell'uomo dalle sue responsabilità.
Lungi da me.
Ma perchè il messaggio che passa attraverso il titolo di quell'articolo e il modo in cui l'intervista è costruita, è che siamo di fronte al solito Musulmano violento e troglodita.
E che l'Islam è violenza e sopruso.
Non è così.
L'Islam è una cosa, la cultura è un'altra.
Ogni Musulmano pratica la religione in base alla interpretazione che ritiene più ragionevole e non tutti i Musulmani si comportano in base alle regole religiose.
Alcuni seguono norme fai da te, che gli provengono dalla cultura nella quale sono cresciuti e usano la religione per giustificare stili di vita che gli sono più consoni.
Nel caso specifico, checchè ne dicano gli islamofobi, non fa parte dell'Islam imporre la conversione alla propria moglie o picchiarla.
Non è lecito bere nè giocare d'azzardo.
E se si pretendono dalla propria moglie abbigliamento particolare o determinati comportamenti, se ne discute con lei e con la propria famiglia, anche dinanzi all'imam che poi li sposerà, prima del matrimonio.
Si può mettere il tutto anche nel contratto di matrimonio, che ne regola gli aspetti pratici.

Uno passa anni a spiegare ad amici e familiari o anche conoscenti queste cose, per cercare di stemperare le tensioni derivanti dalla decisione di convertirsi.
E poi si ritrova un articolo del genere, che distrugge quanto costruito.

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