Bologna, 19 ottobre 2013 - Rompere il naso a cinghiate a una poliziotta disarmata, per poi insultarla e deriderla, non è sufficiente per finire qualche giorno dietro le sbarre e nemmeno agli arresti domiciliari. Non a Bologna.
carlino bologna
“Si tratta di un’inchiesta costruita su relazioni della Polizia Postale e del Pubblico Ministero assolutamente fuorvianti. Siamo stupefatti. Ora ognuno deve prendersi le proprie responsabilità”
imperiapost
Non ho seguito l'inchiesta di Imperia, ma ne seguo tante altre per le quali, quella frase potrebbe essere pronunciata.
Sarebbe ora che magistrati e forze dell'ordine, cominciassero a prendersi le proprie responsabilità.
E sarebbe anche ora che i giornalisti di cronaca giudiziaria si facessero da parte.
Ho accolto con piacere la notizia che Enrico Tagliaferro ha iniziato la sua collaborazione con il Tempo.
Credo che nessuno meglio di lui, a parte il generale Mori o il colonnello De Caprio, conosca meglio le vicende giudiziarie che hanno colpito questi valorosi rappresentanti delle forze dell'ordine.
E anch'io nel mio piccolo, ho tentato di fare qualcosa con il caso Pisani.
I giornalisti di giudiziaria, ormai sono ridotti a dei copia-incolla o a semplici figuranti in attesa di notizie dietro ai portoni di questure, procure e comandi.
L'articolo del carlino, mettetecela la firma sotto a quel capolavoro, è un esempio classico di come si sia ridotta certa stampa.
Se vuol essere un contentino per i poliziotti di Bologna, ormai demoralizzati per tutte le problematiche che li colpiscono, l'operazione è miseramente fallita.
E' inutile aizzare gli animi.
Se la richiesta di misura cautelare non è stata accolta, di sicuro ci sarà un motivo.
Ma bisogna conoscere i dettagli.
Bisogna scriverne.
Si deve fornire la notizia completa al lettore.
Bisogna metterlo in grado di formarsi una coscienza su quanto sta accadendo nel nostro Paese.
In Italia c'è un problema oggettivo di leggi lacunose o inutili, di forze dell'ordine spesso incapaci di svolgere indagini, di casi di accanimento giudiziario, di relazioni difficili tra le istituzioni.
E a farne le spese, è il comune cittadino.
Bisogna parlarne.
Però è difficile, se non si conosce a fondo il problema.
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