domenica 18 agosto 2013

Soli

Nonostante i durissimi colpi inferti dalla magistratura contro le criminalità organizzate, i servitori dello Stato oggi sono più soli che mai. Non è la prima volta che il giovane magistrato Catello Maresca, questo il suo nome, finisce nel mirino.
Arnaldo Capezzuto

Qualcuno giorni fa su Facebook, commentando sull'ennesima sceneggiata di qualche magistrato con velleità da primadonna, ha detto : ma per forza che rimanete soli, i poliziotti li mettete tutti in galera.
E' una battuta che nasconde un grosso fondo di verità.

Ora questo non è il caso sicuramente di Catello Maresca, il magistrato che, come notavo tempo addietro, mentre lo intervistano, sembra che stia per piangere.
Ed è lo stesso magistrato che fece incazzare tutti i colleghi, perchè scrisse quello che si sapeva solo a chiacchiere, che cioè la cattura di Zagaria e l'inchiesta su Pisani, ad un certo punto per forza di cose si intrecciarono e crearono dissapori.

Io non farei di tutt'erba un fascio.
Maresca rispetto al "modello Di Matteo" è persona molto umile: non forma fazioni all'interno della procura, non fa la superstar, non rilascia interviste strappalacrime per raccontare di come la vita da scortato gli pesi, anche perchè, spesso e volentieri la scorta non gliela danno, e non fa proclami per dirci quanto si sente solo.
Insomma Maresca è il prototipo del magistrato puro, quello di una volta, libero da manie di grandezza e correnti di partito.
E' la vittima di un sistema che nessuno riesce a sradicare.
Quelli come lui, in attesa di un ministro della giustizia che abbia il coraggio di smantellare certi scenari, dovrebbero ribellarsi e dirle certe cose.
Poi magari ci rimetteranno le penne, pero' almeno avranno rotto gli argini.

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