mercoledì 21 agosto 2013

Scaramelline

Un uomo la cui carriera è iniziata molto presto; nel 1991 colpendo, con il gruppo N.A.S.C. (nucleo agenti sicurezza civile), la criminalità organizzata con l’operazione “Sant’Antonio” in collaborazione con la Commissione Antimafia, nella figura del Senatore Chiaromonte: in quell’operazione molte proprietà furono confiscate alla Camorra. Successivamente divenne Direttore della unità Criminologica Ambientale dell’Università Federico II di Napoli, in seguito fu fregiato del titolo di giudice onorario (conditio sine qua non: casellario giudiziario pulito), fino ad arrivare alla consulenza nella Commissione Mitrokhin, più precisamente nel ruolo di responsabile delle acquisizioni conoscitive all’estero, per la quale mise a repentaglio la propria vita, essendo stato, anche se in maniera lieve, contaminato dal Polonio, durante l’ultimo incontro con Livtinenko. Infine il suo incarico accademico come professore di ruolo di Diritto Pubblico presso varie Università tra Napoli, Roma e all’estero.
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Se Scaramella è l'uomo più discusso della Mitrokin, ciò conferma l'utilità di quella commissione.

Wikipedia, che non è la bibbia, funziona così:
ogni Tom, Dick e Harry può correggere le informazioni su un determinato argomento, a patto che siano fornite evidenze da pubblicazioni.
Gli uomini dei servizi di intelligence e persone assoldate dalle industrie, ci passano le giornate.

Il problema della biografia di Scaramella, è che quelle informazioni che lui fornisce sul suo background, non hanno mai trovato riscontri affidabili da parte della stampa: date, fondazioni, istituzioni.
Dovremmo credere che tutti i giornalisti d'Italia e del mondo sono in combutta contro di lui?

Da diverso tempo mi studio quest'uomo in relazione al caso Litvinenko, ed inevitabilmente le sue vicende si intrecciano con quelle dei servizi segreti di tutto il mondo e con alcuni personaggi, i soliti noti, dei nostri servizi, vecchi e nuovi.
Lo si incrocia ovviamente anche con tortellino, che da Bagnara di Romagna ad Abu Omar, è onnipresente.
Ormai quando capita un fatto di sangue un po' strano, la prima cosa che mi chiedo è:
ma sarà passato Marco Mancini a dare una ripulita agli archivi o avrà incontrato per caso in una pasticceria della via Emilia un confidente che gli ha consegnato un proiettile di piccolo calibro?

Secondo me Scaramella è altamente sopravvalutato.
Probabilmente di segreti ne sa quanto me, cioè zero.

L'inchiesta sulla morte di Litvinenko non decolla per il semplice motivo, che è vero quanto noi putiniani o putinisti che dir si voglia, sosteniamo da anni ormai:
Sasha era un doppiogiochista. Avrà fatto l'agente doppio o triplo e ci ha rimesso le penne.
Morto anche Berezovski, e quindi un altro protagonista che avrebbe potuto puntare il dito contro Putin, a che pro fare un'inchiesta che rivelerebbe l'ovvio, che cioè MI5 e MI6 ci sono dentro fino al collo?

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