ciò che caratterizza un blog rendendolo differente da una qualsiasi altra pagina pubblicata online è un io narrante che, anche quando è dissimulato in un tu o in un noi che sono meri espedienti retorici, fa della scrittura un momento di intermediazione tra pubblico e privato.
malvino
Quando Ottavio Cappellani pubblicò 50 sfumature di minchia, lo lanciò anche su blogger.
Oltre ad essere ottimo comunicatore ed abile venditore di se stesso, Cappellani sapeva che il successo di quel personaggio, iniziato in sordina su Facebook, stava nell'anonimato e nelle cazzate che sparava.
Quando fece in modo che si sapesse che lui ne era l'autore, continuò a negare qualsiasi tipo di relazione con la sua creatura.
Sapeva benissimo che una volta svelato il mistero, sarebbe scemato in parte anche il successo.
Quel lancio su blogger, gli serviva a pensare ancora il suo personaggio, come un essere qualunque, che con lui non aveva niente a che fare.
Si riappropriava forse, di quell'anonimato che ormai, da scrittore di talento e affermato, non gli appartiene più.
Indipendentemente dalle successive evoluzioni su piattaforme social in micro e macro formati, il segreto del blog è tutto lì :
un signor nessuno, a costo zero, puo' dire cio' che pensa su qualsiasi argomento.
Leopardi con il suo Zibaldone, è stato l'antesignano del fenomeno.
La magia è cominciata a scomparire, quando grandi professionisti come giornalisti, scrittori o economisti, si sono appropriati del mezzo.
L'hanno usato inizialmente, per dire cose che nei loro pezzi stereotipati, non avrebbero potuto, una maniera per rifarsi la verginità.
Blog di autore, li hanno chiamati.
Qualcuno ha giocato a fare l'influencer e così vennero anche le finte primavere Arabe, e i blog aziendali.
In tutto questo processo, il blog si è aperto a discussioni e dissertazioni.
Il panorama si è infittito.
Oggi ce ne sono talmente tanti, che si fa fatica a riconoscerli.
Spesso il dibattito che ha origine nei commenti, è più interessante del post stesso.
Hanno perso il loro carattere di introspezione.
Non sono più un diario, non offrono più idee sulle quali ponderare.
Sono semplicemente un gran guazzabuglio.
Se come paventato, negli anni a venire, almeno i giornali ne ridurranno l'apporto, ciò sarà un bene per il blog.
Tornerà ad esssere quello che era all'origine : una raccolta di pensieri.
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