venerdì 12 aprile 2013

Topolino

La prima scelta evidente in questo senso è quella di eliminare qualunque riferimento bibliografico: né in una citazione del testo, né in nota, né alla fine nei Ringraziamenti. Nemmeno in modo simulato viene citato un libro, una fonte giudiziaria, una statistica, un’ispirazione, un saggio dove approfondire o trovare conferma, un altrove. I nomi degli scrittori, Kafka, Šalamov, Conrad, Melville sono chiamati in causa come fossero semplicemente degli sciamani fuori dalla dimensione storica: dei santi di un proprio pantheon. Questa mancanza di bibliografia per chi legge è spiazzante man mano che si va avanti nel libro proprio perché la ricostruzione della storia della criminalità internazionale è estremamente articolata, per dire, come la descrizione anamnestica degli effetti della coca dura per pagine. Perché questi riferimenti mancano? Perché il mondo quando entra nella sua voce perde ogni tratto originale per diventare un unico flusso? 
  linkiesta


Non ho mai comprato un libro di Saviano, nè credo che mai lo farò .
E' troppo lungo .
Ad una certa età ci si stufa di leggere o ascoltare robe lunghe .
Ne hai sentite talmente tante di cazzate nella vita, che vorresti evitarne altre .

Non riesco nemmeno a seguirlo in tivvù, perchè ha il dramma dell'introverso, come me .
Parla agitando le mani, s'infervora, arrossisce, fa fatica ad articolare i pensieri .
Mette ansia .
Rivedere i propri difetti negli altri, fa odiare di più noi stessi .

Epperò ogni tanto mi faccio tentare .
Così ho seguito un pezzo dell'intervista dall'amico Fazio .
E mentre parlava e raccontava le sue storie, mi è capitato di chiedermi se erano vere o se le era inventate .
Facile assemblare storie di miseria dall'America latina, tanto come si fa a controllare .
E quando parlava della parte investigativa, mi veniva il nervoso, come quando leggo gli articoletti della Capacchione, che ti racconta pure quanti peli di pube ha Zagaria, e s'intuisce che può averglielo detto solo uno di quelli che lo ha catturato o interrogato .
Che rabbia, a volte mi viene da pensare, ce l'avessi io una scorta, o conoscessi gli sbirri che contano, mi farei raccontare i loro segreti e ci vincerei il Pulitzer .
Che poi ne conosco di piedipiatti, ma non m'azzarderei mai a chiedere una cosa del genere, per rispetto loro e delle regole, e perchè non mi piace rimestare nel torbido .

Ecco questo strano quanto difficile rapporto, tra Saviano e le fonti, io non l'ho mai capito .
Non si capisce nemmeno, e forse lui per primo non lo sa, se vuole raccontare storie o romanzare la cronaca, o farsi lui e noi, un volo di fantasia .
Io credo che se lui citasse le fonti, non solo darebbe prova di serietà accademica e non ci lascerebbe con il solito dubbio che ci attanaglia "staremo leggendo Topolino o il rapporto annuale dell'FSB", ma finalmente avrebbe deciso, e alla sua età magari sarebbe anche ora, cosa fare da grande .
Tanto i soldi a palate su mafia e camorra, li farebbe lo stesso .
Credo che lui abbia paura di questo, che una volta che noi scopriamo l'alchimia, non lo leggiamo più .

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