L'arrestato di Varese si spacciava per l'animatore buono, a volte Babbo Natale, a volte clown: la squadra mobile ha invece scoperto, dopo la denuncia dei genitori, che aveva approfittato di due ragazzine, una di 12 e una di 14 anni. Si tratta di un parente acquisito delle giovanissime; aveva approfittato del fatto che frequentavano casa sua.
L'altro episodio in un paese della Bassa Bergamasca: ogni lunedì l'uomo accompagnava la moglie, volontaria, all'oratorio e poi si tratteneva tra bambini e bambine che lì giocano. Il 10 settembre dello scorso anno - secondo le accuse - l'anziano ha allungato le mani su una bambina. corriere
Il caso più eclatante, in cui un pedofilo, risultò aver fatto uso di un costume da babbo Natale, si verificò in Sud Africa .
James McNeil, fu processato nel 2002, per possesso di materiale pedopornografico e violenza sessuale .
Poichè i crimini perpetrati risalivano a parecchi anni prima, alcune delle accuse vennero derubricate, e la pena finale, di dieci anni di reclusione, fu ridotta della metà, fermo restando l'obbligo per il condannato, di non prendere residenza, in zone in cui vi fossero minorenni .
Una delle vittime raccontò come, McNeill, socio in affari del padre, invitò l'intera famiglia nella sua villa nel periodo di feste natalizio, e trovò il modo di isolarsi con lei ed altre ragazzine, per poi costringerle a compiere atti sessuali .
Nel corso delle festicciole tenute a bordo della piscina, indossava un costume da babbo Natale .
La ragazzina non trovò mai il coraggio di confessare alla famiglia, le sevizie alle quali fu sottoposta .
Iniziò a drogarsi e ad abusare di alcohol, e poi a prostituirsi .
Un giorno vide la foto dell'uomo in tivvu', arrestato per le sue malefatte, e trovò il coraggio di denunciare .
Lo shock era ancora tanto, che tentò il suicidio .
McNeill nel corso del dibattimento, come gran parte dei pedofili, non ammise tutti i reati contestatigli, e continuò a dire di aver agito correttamente, poichè le sue vittime si divertivano e stavano al gioco .
Il travestimento aiuta il pedofilo ad ingraziarsi il bambino, e spesso è anche parte dell'attrezzatura che gli serve per svolgere il proprio lavoro .
Ronald Brown, un burattinaio Americano, è stato arrestato la scorsa estate dall'FBI, perchè nel corso di una conversazione con un pedofilo in una chat room, aveva manifestato l'intenzione di rapire un bambino, per poi violentarlo, ucciderlo e mangiarlo a Pasqua.
Secondo l'accusa, egli stava preparando un piano per rapire un bambino che conosceva in una parrocchia da lui frequentata .
Martin Vlad Evanick, componente di una metal band Americana, è stato arrestato lo scorso Ottobre dalla polizia, per possesso e distribuzione di materiale pedo-pornografico .
L'uomo che di solito si esibisce con un costume da clown, aveva postato sul suo account Facebook, molte fotografie in cui aveva rapporti sessuali con bambini .
Il costume può anche aiutare il pedofilo, ad impersonare un ruolo che gli permetta di catturare la propria preda .
Nel 2010 Brandon Cunningham in Inghilterra, si travestì da poliziotto, e approcciò un ragazzino di quindici anni, formalizzandogli una irregolarità per cui avrebbe dovuto portarlo al distretto .
Il trucco non garantì l'esito desiderato, grazie al pronto intervento di un negoziante che si insospettì e fermò i due .
Successive indagini chiarirono come Cunningham, che si era già reso colpevole di reati a sfondo sessuale, probabilmente da tempo osservava il ragazzino e preparava un piano d'azione .
Il consiglio per i genitori è ovviamente sempre quello di vigilare sulle vite dei figli e di ascoltarli, ma stando attenti a non eccedere e ad affidare sempre le proprie "sensazioni" al parere degli esperti .
Dawn Reed e Christopher Lillie si occupavano di bambini all'asilo comunale di Newcastle .
Alla fine del 1994 ci fu un'inchiesta interna che portò alla scoperta di sevizie alle quali sarebbero stati sottoposti i bimbi .
I due furono accusati anche di aver rivenduto fotografie a contenuto sessuale, ad una banda di pedofili .
Ci fu un processo che li dichiarò innocenti .
Nel frattempo la storia si diffuse ed ebbe molto risalto sui media nazionali .
Furono istituite commissioni dall'allora primo ministro Blair, che lavorarono alla stesura di leggi, per la protezione dei bambini .
Nonostante Reed e Lillie fossero per la legge innocenti, il primo rapporto steso dalla commissione comunale, sulla loro colpevolezza, ebbe grande propaganda .
Vennero resi noti i loro nomi, e i due iniziarono a ricevere minacce di morte .
Dovettero fuggire e nascondersi .
Nel frattempo una successiva inchiesta, mise in evidenza che alcuni dei genitori avevano dato eccessivo peso ad alcuni segnali lanciati dai propri figli, e gli stessi inquirenti avevano interpretato il tutto a modo loro .
La situazione però non volse al meglio, perchè le perizie sui bambini furono ripetute, e diedero risultati ancora peggiori .
A quel punto Dawn e Christopher furono arrestati .
Nel corso di una lunga battaglia giudiziaria, si ammalarono di depressione ed anoressia .
Nel 2002 una corte ha stabilito con verdetto finale, che essi sono innocenti di tutti i reati contestati, e hanno diritto a numerosi risarcimenti .
La storia di Reed e Lillie deve costituire un monito sia per i genitori che per gli operatori del settore .
I bambini hanno un proprio linguaggio e sono condizionati dagli adulti .
Facilmente intuiscono che l'adulto vuole una confessione da loro, fatta in una certa maniera, e così, spesso, pur di non essere tediati ulteriormente, la concedono .

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