La bella notizia e' che il mio regalo di compleanno sara' l'audizione di Fabio Cannavaro, cosi' magari sapremo se e' veramente tirchio come dice o capitone, e come ha fatto l'ispettore Serpico a portarlo in procura "sua sponte" .
L'udienza di ieri non e' stata molto piacevole, perche' che chi ha poca dimestichezza con vicende d'usura, ha potuto toccare con mano, il buio nel quale si puo' sprofondare, e la difficolta' che gli inquirenti hanno, nel portare alla sbarra coloro i quali sono dediti a tale crimine .
Nonostante i presunti colpevoli siano in carcere da tempo, e vi siano due procedimenti dibattimentali in corso, il testimone esaminato ha negato alcuni punti fondamentali della dichiarazione resa alla polizia giudiziaria il 30 Maggio 2011 e si e' anche contraddetto piu' volte sulle ritrattazioni in aula .
Mario Crisci, litografo, ha esordito quantificando l'entita' dei prestiti ottenuti da Mario Potenza nella somma di circa 60000 euro, che coprirebbero gli assegni trovati dalla polizia giudiziaria, e ha ammesso un pagamento di interessi massimo dell'1% .
In seguito a contestazione, ha corretto il tiro ammettendo che nel corso del rapporto trentennale con o' chiacchiarone, ha ricevuto circa 250000 Euro, ma ha continuato a negare che gli assegni trovati, dell'importo di 7700 euro ciascuno, costituissero l'interesse mensile da corrispondere .
E ha aggiunto che lui gli interessi li pagava "di rado" e spesso con il frutto del suo lavoro (biglietti di manifestazioni teatrali) . Ha inoltre negato, a fronte di intercettazioni, contatti diretti con Bruno Potenza e la conoscenza del lavoro svolto dalla signora Plancqueel per i Potenza, in relazione alle loro attivita' di prestasoldi, sconfessando quanto detto nel verbale .
Secondo lui non sarebbe nemmeno vero che ando' dai carabinieri a denunciare Mario Potenza, episodio che gli fu contestato dalla polizia giudiziaria in sede di verbale .
Ha perfino negato, di essere a conoscenza del fatto che Mario Potenza era noto nel quartiere come usuraio .
Si e' limitato ad ammettere che alle prime difficolta', il cognato si offri' di portarlo da una persona che poteva aiutarlo .
Nel frattempo Pisani, sempre nella giornata di ieri, ha testimoniato al processo dei prosciuttari, illustrando come avesse compreso che una serie di persone tra i falchi non era affidabile, cosa che lo aveva spinto a tenerli lontano dalla sua squadra in un primo momento, e poi quando ci furono le condizioni, si reco' in procura a denunciare la cosa .
Forse si dovrebbe riflettere sul punto : la denuncia si fa, quando la legge lo consente .
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