domenica 12 agosto 2012

La figura del confidente approda in Kuwait

"Le informazioni utili saranno trattate con riservatezza in modo che le persone che cooperano con le autorità possano essere protette e premiate", ha aggiunto il gen. Ghazi al Omar.
Secondo un rapporto pubblicato da alcuni quotidiani Arabi, il premio in denaro potrebbe arrivare sino a 500 dinari kuwaitiani (1400 euro) a seconda della natura del crimine e dell'aiuto fornito.
Sia i kuwaitiani che i residenti potranno beneficiare delle nuove regole, ha detto la fonte.
L'informatore potrebbe anche essere ricompensato con un attestato e una menzione ufficiale nei media.
Le persone che si rifiuteranno di partecipare ad atti criminosi e invece denunceranno il caso alla polizia verranno inoltre premiati, ha aggiunto la fonte.

Tuttavia, alcuni obiettano che queste ricompense devono essere concess in un contesto appropriato, poiche' potrebbero essere strumentalizzate al solo fine di richiedere il premio.
kuwait times

Sembra di capire dall'articolo, che piu' che introdurre una nuova figura, si stia tentando di regolarizzare un ruolo che gia' c'era .
E comunque in questo caso, non si parla del confidente che siamo abituati a conoscere qui in Italia, il soggetto cioe' appartenente all'ambiente malavitoso .
Conoscendo i metodo della polizia segreta nei Paesi del Golfo, credo che abbiano poco bisogno di informatori .
Piuttosto dovrebbe trattarsi di comuni cittadini in grado di comunicare la presenza di bordelli, lo sfruttamento di manodopera straniera o lo smercio illegale di liquori, crimini che nel Golfo Persico sono molto comuni, soprattutto da parte di cittadini stranieri e infatti anche agli expats verra' data l'opportunita' di partecipare .
Credo si tratti quindi di confidenze una tantum, strettamente legate al luogo di residenza o di lavoro, tant'e' vero che poi la eventuale menzione sul quotidiano, brucera' per sempre il soggetto .

Pur non essendo equiparabile alla nostra situazione, e' interessante notare come il governo e la polizia Kuwaitiana si pongano il problema della regolamentazione, cosa che, come ben notava Vittorio Pisani nel suo libro, qui da noi e' ancora zona inesplorata .

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