Chi non conosce bene questa realtà, spesso si scandalizza, perché non mette in conto che l'Islam è un «blocco», è una unità impenetrabile che distingue, senza possibilità di relazione, tra un noi e un loro. C'è sì la distinzione tra una schiacciante maggioranza di sunniti e una minoranza (tra un 10 e un 15 per cento, a livello mondiale) di sciiti, una distinzione che tra l'altro non impedisce una sostanziale unità di credo. Ma, al di là di questo, non vi è traccia della pluralità cristiana, della sua diversità di confessioni e, all'interno di questa, di diversi carismi e di diversi impegni: dal cristiano fervente al praticante saltuario, dall'integrista al «cattolico adulto». Nell'Islam o si credono le stesse cose - e le si credono senza esitare, pronti sempre al martirio pur di non rinnegarle - o si è espulsi da una comunità che non accetta distinzioni nella dottrina e tiepidezze nella pratica. Il «blocco» è di tale compattezza che giunge a imporre come dovere religioso escludere, anche con reazioni violente, chi non ne faccia parte e cerchi di intrufolarsi: chi non fosse musulmano e fosse scoperto tra i pellegrini della Mecca passerebbe certamente guai pesanti. Ma avrebbe grossi problemi anche l'intruso in una qualunque moschea, alla preghiera del venerdì. Il mondo intero è distinto in due: la «terra dei credenti» e la «terra degli infedeli», e dovere di ogni credente è diminuire la superficie di quest'ultima corriere
Articolo che nella sua pochezza, ha fatto alzare qualche sopracciglio tra i fedeli Italiani .
La sottolineatura sullo spiacevole episodio per il quale il rappresentante Musulmano Italiano, non ha voluto leggere il messaggio del cardinale Scola, il giorno della festa per la chiusura del Ramadan, ci sta tutta .
L'accaduto non e' stato compreso ne' e' piaciuto, ai non Musulmani, cosi' come e' stato condannato dai Musulmani stessi .
Pero' li' c'e' da vedere cosa effettivamente ci sia sotto , se una semplice insoddisfazione per il fatto che le promesse politiche sulle moschee milanesi non sono state mantenute o altro .
Vittorio Messori magari e' anche un grande giornalista, ma ha infranto, alla Itala maniera, una regola d'oro che tutti quelli che scrivono pubblicamente, professionisti e non, bloggers e giornalisti, devono osservare : bisogna scrivere solo di cose di cui si e' a conoscenza o che si e' approfondito .
Io per esempio sono appassionata di politica estera e cronaca giudiziaria e mi limito a quello, anche se a volte svolazzo anche in altri ambiti .
Il pezzo che ho quotato sopra, mostra come Messori di Islam non ne sappia mezza, come dicono a Bologna .
Che, contrariamente a quanto succede nel Cristianesimo, vi sia un credo centrale alla religione, sul quale le varie confessioni non hanno divergenze, quello e' indubbio .
Ed e' anche un grosso vantaggio e segno di coerenza, sintomo del fatto che la religione si basi su principi solidi, che non sono nemmeno frutto di elaborazione umana .
In Islam non si puo' parlare di teologia perche' tutto cio' che abbiamo, e' messo nero su bianco nel Corano .
Che la religione Islamica e i suoi seguaci siano un monolite, e' quanto di piu' falso uno possa sostenere .
A parte la suddivisione tra sunniti e sciiiti, vi e' una miriade di altre confessioni che hanno una loro ragion d'essere e che non vengono semplicemente condannate come non credenti .
Sua Maesta' Re Abdullah dell'Arabia Saudita ad esempio, ha ben compreso quanto queste differenze siano alla base dei continui contrasti tra i Musulmani, cosi' al termine della conferenza di emergenza dei Paesi Islamici tenutasi giorni fa alla Mecca, ha dato ordine che si costituisca un pannello di discussione tra i vari indirizzi a cui appartengono le diverse confessioni .
Si e' finalmente capito cioe', che e' inutile assemblare seminari e riunioni sul dialogo inter-religioso e sul terrorismo, se non facciamo prima chiarezza tra di noi .
Poi ci sono anche differenze territoriali, di tradizioni e culture, tra Paesi che sono Musulmani e altri che sono Islamici, quindi adottano solo parte della Sharia .
Il Musulmano d'Arabia ha esigenze profondamente diverse da quello Italiano o Inglese .
Tutto cio' porta ad escludere che l'Islam e i Musulmani, siano un monolite .
Tutt'altro : sono talmente differenti tra loro che fanno fatica a volte a riconoscersi come appartenenti ad un gruppo che ha radici nella stessa religione .
Ora tutte queste osservazioni, uno non le puo' fare se non ha un minimo di esperienza o contatti con il mondo esterno, in Italia o fuori .
Questa e' la differenza tra lo scrittore e uno scribacchino .
Credo sia anche una mera coincidenza che il Corriere abbia pubblicato l'articolo .
E' vero che l'intelligence Italiana, queste sono le cose che Massolo deve sistemare, ha una notevole sfera di influenza sul corrierino, ma in genere tendono a pubblicare argomenti che demonizzano l'Islam sciita di Ahmadinejad e Nasrallah .
Sono prettamente interessati a svolgere il ruolo di fedeli vassalli dell'America .
Il vero trash sull'Islam e i Musulmani e' da ricercare piu' su Libero e il Giornale .
Pero' fa dispiacere che la stampa Italiana, sia ad un livello cosi' basso .
Non me ne ero resa conto quando stavo all'estero .
Di ritorno pensavo di concentrarmi su letture casalinghe, ma e' praticamente impossibile .
Alla fine mi ritrovo sempre su stampa anglosassone ed Araba, che anche loro non sono messi benissimo, ma almeno forniscono spunti per riflettere .
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