mercoledì 8 febbraio 2012

Caramba

Ho tralasciato la vicenda del carabiniere di Palermo, per il semplice fatto che c'e' poco da dire e molto da pregare per le figlie .
Non so dire esattamente cosa scatti  nella mente di una persona, per spingerlo a compiere un atto cosi' estremo, e credo di essermi trovata come tutti, avendo percorso un tratto di vita, in qualche situazione drammatica .
Mai finora pero', ho scelto soluzioni drastiche o apparentemente illogiche .
Non credo che le bambine potranno mai dimenticare cio' di cui sono state testimoni, ma mi auguro che un buono psichiatra le aiuti almeno a canalizzare quell'esperienza in un meandro della loro vita, che non le influenzi piu' di tanto con il passare del tempo .

Leggevo inoltre  degli ammazza-marocchini dell'Arma, che si facevano giustizia in maniera un po' particolare .
Questi bastardi (mi si consenta l'espressione, che spesso e volentieri riservo a coloro che danneggiano o denigrano le forze dell'ordine) avevano organizzato una sorta di Guantanamo on the road nei fiumi, per punire extra-comunitari ubriachi .
Anche in questo caso, come i Rambo Pugliesi che hanno picchiato Fabio e Mingo, proporrei un bell'esamino prima di arruolarli, o perlomeno rivedrei i criteri e le materie di insegnamento in accademia .

In generale il mondo delle forze dell'ordine, e dell'Arma in particolare, e' sempre fonte di pratiche obsolete o strane, che raramente ci e' data la possibilita' di conoscere .
Dalla polizia qualcosa viene fuori, forse perche' non sottoposti a rigidi regolamenti, e quindi in qualche maniera autorizzati ad esternare con giornalisti, quando non bypassati dai propri sindacati, ma i carabinieri per noi profani, costituiscono un mondo a se .

Assieme alla storia del maresciallo Cautillo, di cui consiglio una disamina dettagliata della documentazione, quella del carabiniere scelto Turetta (notte criminale parte 1 parte 2 ) potrebbe essere un altro dei misteri dell'Arma dei Carabinieri, che da un lato appoggia ufficiali che si avvalgono di espedienti al limite della legalita' per stroncare traffici di droga, e dall'altro riduce sul lastrico e abbandona i propri uomini piu' fedeli .
Da una precisa nota degli eventi, che mi permetto di linkare in quanto postata dal sottufficiale sul muro Facebook de Il Fatto quotidiano, emerge come , per errore suppongo casuale, la sua denuncia di sinistro nel corso di attivita' lavorativa, non sia stata inoltrata all'assicurazione competente, con tutte le conseguenze del caso .
Coloro i quali avrebbero dovuto farlo, ora negano il disguido ma appare chiaro che vi sia stato un ritardo di almeno un paio di mesi nell'inoltrare la pratica .
Inizialmente avevo pensato si trattasse di una mossa per coprire qualche errore nel corso dell'inseguimento che ha causato l'incidente, ma il processo nei confronti di Antonio Carpentieri (nome familiare , ma probabilmente solo una coincidenza), prosegue abbastanza spedito .
Anche se il carabiniere, in seguito all'errore, potesse citare l'intera Arma in giudizio, non credo cio' potrebbe recare danno maggiore di quello dato da certe sue componenti che l'istituzione si ostina a difendere .
Vista la posizione che i militari occupano nella nostra societa', e' bene che siano trasparenti soprattutto quando certi brutti episodi si verificano .
Spera venga presto fatta chiarezza .

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