These "people in the know" can be broken down into three categories: Friends and peers: they know the most, but they are the least likely to tell Family: some worry what will happen to their relative if they report them Random strangers: an example would be a shopkeeper who reports a suspicious purchase Terrorists and extremists have a track record of "leaking intent". Often they just cannot resist telling others what they are planning. BSU bbc 2016
Chris is a pleasant figure to communicate with, with the weary realism of someone who has seen such depths of cruelty in his daily work that nothing surprises him anymore. Examining countless phones and laptops seized during counter-terrorism investigations has given him an unusual insight into the most private thoughts of his subjects. “Often, we know people better than they know themselves,” he admits. “Because you can lie to your parents, you can lie to your partner, you can lie to yourself, but very few people lie to a search engine.” BSU FT 2026
La ragazzina lottava con problemi di autolesionismo e a un certo punto lui le ha chiesto se avesse una lametta per procurarsi dei tagli sul corpo. “Perché?”, ha chiesto lei. “Perché lo dico io”, la sua risposta. La ragazzina ha saputo dell’aggressione avvenuta mercoledì a scuola e annunciata proprio nel gruppo. “Credevo lo dicesse per scherzo”, spiega, e aggiunge: “Per favore, assicuratevi che si curi con l’aiuto di un professionista, ne ha davvero bisogno”. Rainews
Seguendo la polizia postale mi incuriosì questa categoria di ragazzini definiti autolesionisti.
Li avvicinai nelle loro chat sui social. In maniera molto diretta spiegai il motivo del mio interesse.
Scoprii un universo fatto di giovani in perenne travaglio che vivono in attesa del taglio sublimatorio.
In rete si ritrovano per scambiare le proprie esperienze di sofferenza e disagio.
Non riescono a circoscrivere le cause. Si sentono inadatti nei contesti in cui vivono.
Non rifuggono gli scambi. Ma non pensano che ci sia qualcuno in grado di capirli ed aiutarli.
Internet ha cambiato il profilo del cosiddetto lupo solitario.
Il ragazzino che qualche decennio fa trascorreva mesi a pianificare un incendio a scuola per vendicarsi dei compagni, o anche dell'insegnante, su social e chat trova alleati e mezzi per farlo in tempi ridotti.
Anonimato e intelligenza artificiale ne hanno potenziato mire e schemi.
Il lupo solitario moderno rimane uno che tende ad isolarsi.
Per usare i mezzi che la tecnologia e i tempi mettono a disposizione è costretto ad essere meno solo di prima.
Vive in scie. Lascia tracce.
Il ragionamento di Chris è corretto nella misura in cui può avvalersi di una elevata sensibilità umana e conoscenza dei fenomeni.
Si può mentire anche a se stessi quando si naviga su Internet.
L'anomalia è difficile da intercettare anche per un professionista.
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