"controllo discreto", preveda che l'interessato non si accorga di nulla. [...] la stampa-repubblica (dagospia)
Che è quello che presumibilmente volevano i tedeschi dal momento che la cosa non era fattibile sotto il profilo giuridico e che dal punto di vista investigativo sarebbe stata prassi più proficua per acquisire informazioni.
A meno che non volessero fare pressioni sull'eurodeputata o creare fastidi al governo interessato, e nella fattispecie al ministro, un controllo in piena regola non aveva senso.
Il problema adesso è stabilire se qualcuno ai piani alti delle strutture coinvolte (ministero-polizia-questure) piuttosto che in sede operativa fosse consapevole dell'identità del soggetto attenzionato.
E delle conseguenze che un controllo siffatto avrebbe generato come è poi accaduto.
Aspettiamo di sentire che ci racconta il ministro.
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