La caccia al listavendolo era appena cominciata.
L'autorità delegata si era raccomandato. Nessuna pietà. Loro erano i buoni e lui (lei?) cattivo/a.
Quella sera se ne era tornato a casa presto che quella cosa non gli interessava. E poi era ancora stanco per l'ultimo viaggio.
Lui ovviamente apparteneva al gruppo dei buoni anche se non lo dava a vedere. Una spia deve sembrare cattiva.
Si era ricordato di quel viaggio in Sudan a Gennaio. Il direttore doveva fare quattro chiacchiere con il collega. Non più di un paio d'ore. Il tracciato aereo era pubblico. Però il viaggio era segreto.
Nemmeno erano atterrati che i giornali locali ne avevano dato notizia.
Riprese la lista degli incontri segreti dell'ultimo anno e iniziò a sbianchettare quelli di Gennaio.
Nessuno avrebbe potuto accusarlo di avere passato la notizia a qualche anziana giornalista in cerca di gossip.
Che poi si trattava di un giornale sudanese. Non contava.
Venerdì di paura. Aveva in programma di guardarsi l'intervista al ragazzotto del Qatar. Anche lui una volta aveva bruciato alla stampa un incontro con l'anziano direttore. Giornalista. Spia. Politico. In Italia invece, i giornalisti non riuscivano ad andare oltre il primo step.
Comprare almeno mille copie dell'ultimo libro dell'autorità delegata. Quella secondo lui sarebbe stata la giusta punizione per il listavendolo.
Quella storia iniziava ad annoiarlo. Per il fine settimana voleva solo rilassarsi.
Doveva comprare un nuovo telefono. Ne aveva pochi in fondo.

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