Da bambina ogni tanto prendevo qualche soldo dalla cassa della farmacia di papà. Non più di cinque-seicento lire. Sennò se ne sarebbe accorto. E poi mi servivano per comprare caramelle e cioccolate che costavano in fondo poco. In quell'epoca ai bambini non venivano messi soldi in mano. Non certo per cose non ritenute essenziali.
Sarebbe interessante conoscere le motivazioni. Quindi un eventuale ispiratore politico.
E anche l'esatta composizione del materiale fornito o del quale si è discusso.
Poi che sia fatto pubblicamente un nome o venga fissata una sanzione-punizione, a questo punto conta relativamente.
Sempre che esista questo amico di lunga data. Mai profiling è stato così ostico.
Crescendo mi è rimasta la passione per la cioccolata. Mesi fa ho incaricato mia sorella di comprarmi la tavoletta di Ferrero Rocher. Al mio paese le novità arrivano dopo sei mesi quando arrivano.
Una delusione incredibile. La forza di quel tipo di cioccolato stava nell'essere tondo, morbido e concentrato. Fatto a tavoletta dà quasi fastidio.
Ora guardo incuriosita la pubblicità del pocket coffee a gelato. Passati i cinquanta le delusioni sono dure da sopportare. Magari aspetto l'anno sabbatico di tempo che ci vuole per arrivare nei negozi del mio paese. Poi il caffè mi aumenta l'ansia. Anche messo semplicemente nel gelato.
In questi anni di fatti gravi o storie pecorecce sui servizi ne abbiamo sentiti tanti.
Questa è stata proprio brutta. Peggio del polpettone quirinalizio. Delusione, è dire poco.
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