venerdì 30 luglio 2021

I ritorni di Saif

“They raped the country — it’s on its knees,” he told me. “There’s no money, no security. There’s no life here. Go to the gas station — there’s no diesel. We export oil and gas to Italy — we’re lighting half of Italy — and we have blackouts here. It’s more than a failure. It’s a fiasco.” NYTimes

I generatori turchi non bastano.

Come dargli torto. Ci terrei a specificare che l'Italia non è tutta uguale. Da noi capitano anche giornate intere d'inverno senza luce. E l'acqua scarseggia da diverse settimane. Anche quella del pozzo per innaffiare le piante.

L'aspetto curioso di questa intervista per modo di dire (pochi quotes, molti racconti) è che ha catturato l'attenzione degli esperti da social al punto da fargli trascurare due voli interessanti. Un aereo di Haftar ripartito da Roma pochi minuti prima dell'atterraggio di uno dei nostri in arrivo da Tripoli.

Saif ci prova di tanto in tanto su circuiti locali o di respiro europeo. Stavolta forse ha voluto seguire le orme di quello che potrebbe essere il suo rivale. Fathi si è affidato di recente ad una agenzia americana per curare immagine e ambizioni in quel di Washington.

Nel frattempo c'è un Paese in attesa di azioni concrete.

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