Questo è uno dei tanti doni fatti da Vittorio Rizzi all'Abruzzo.
Sottolineo Rizzi perchè, almeno da quello che ho imparato in questi anni, nel mondo della sicurezza l'inclinazione e l'iniziativa personale contano altrettanto rispetto all'istituzione nella quale si è cresciuti e che si rappresenta.
Dai discorsi dei capi, uscente ed entrante, si è compreso maggiormente quello che c'era in ballo con questa nomina sia a livello personale che per l'amministrazione. E' stata scelta una impostazione tale da costituire una rottura con il passato ma che non deve distruggere quanto di buono è stato fatto.
Anche il ministro ha ottenuto quello che voleva. Un dicastero blindato.
Non c'è più spazio per piagnistei.
Con l'impertinenza che l'età e la tastiera consentono, gli suggerii tanto tempo fa via social di essere meno serio o di prendersi meno sul serio. Con il guizzo a metà tra la diplomazia e l'impeturbabilità che lo distinguono, Rizzi replicò scherzando.
Sicuramente ha vissuto con intensità le ultime settimane. Da uomo intelligente quale ha sempre mostrato di essere, si metterà al servizio del nuovo corso.
E magari farà un salto da queste parti per smaltire la delusione con fiadoni e parrozzi.
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