domenica 29 novembre 2020

Full time

 "Lavoriamo assiduamente per la liberazione dei pescatori italiani. Anche oggi i miei collaboratori ne stavano parlando con gli ufficiali di Bengasi. Credo la direzione sia quella dello scambio con i calciatori libici condannati al carcere in Italia". 

..."Gli italiani - ha detto Maitig - sono attivissimi, lavorano a tempo pieno. Tra i nostri due Paesi esistono trattati per lo scambio di prigionieri. Credo sia questa la strada. Seguiremo le nostre legislazioni in merito. Spero nel successo il prima possibile. Ma non so quando di preciso". 

...un vantaggio unico nel giocare da mediatore e facilitatore al dialogo multilaterale tra Egitto, Turchia, Grecia e Libia nella spartizione e gestione dei giacimenti energetici nel Mediterraneo. agi


Cedere al ricatto di Haftar significa potenzialmente doversi preparare anche ad accettarne di simili da Stati “canaglia”, leader tribali e “feldmarescialli” d’Africa trasformando in preda preziosa ogni italiano che per lavoro o altre ragioni entri o si avvicini ad alcuni Stati instabili o governati da despoti o farabutti. gianandrea gaiani

Maiteg è un abile affabulatore.
Unico forse nel GNA, capace di tenere canali di comunicazione stabili con i politici di tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi anni.

Non si tratterebbe di un precedente qualsiasi legato all'Italia e al contesto africano.
E' il modello Iran applicato a Djalali. Una condanna a morte che mira allo scambio.
O anche l'assassinio a orologeria dello scienziato, orientato a inviare un segnale a Biden e a rassicurare l'alleato saudita.
L'Italia deve riflettere sulle conseguenze di lungo periodo senza lasciarsi ammaliare da presunti vantaggi da trarre in alcuni dossier d'interesse.

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