In realtà, riaprire nuovamente Ayasofya al culto è un vecchio cavallo di battaglia di movimenti musulmani e nazionalisti che già negli anni ’80 ottennero che una sala adiacente alla vecchia cattedrale fosse adibita a moschea. Nei diciotto anni di governo, l’AK Parti si era, invece, visto bene dal trasformare il museo anche perché è il più visitato (e anche con il biglietto più salato) del paese e che, a causa delle immagini sacre dei suoi mosaici, non è per niente adatta al culto islamico. Infine, un cambio della destinazione sarebbe interpretato negativamente dall’opinione pubblica internazionale, che già guarda con ostilità la Turchia e il suo governo.
prof. Michelangelo Guida La Luce news
READOUT
OFFICE OF THE SPOKESPERSON
JULY 9, 2020
... The two also discussed several matters of mutual interest, including developments in Syria.
Amman
09 July 2020
KingAbdullah.jo
...Discussions covered regional developments, with King Abdullah reaffirming Jordan’s steadfast position on these issues, foremost of which is the Palestinian cause.
Erdogan ha imparato una lezione importante da Putin.
Qualsiasi cosa dica o faccia, il mondo lo condanna.
Quindi fa quello che lui ritiene più giusto.
Che si tratti di una mossa disperata, è da valutare nell'ambito di una strategia a tutto campo nel contesto politico interno.
Erdogan oggi punta anche ai musulmani nel mondo.
Finchè questi vengono trattati da cittadini di seconda serie, la strategia globale che comprende anche la mossa di Hagia Sophia, potrebbe funzionare.
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