Immaginiamo un poliziotto single che è solito frequentare molte persone, anche solo amiche o amici, per trascorrere delle serate insieme. Dovrebbe, secondo la ratio che ci giunge, a meno che non ci sfugga qualcosa, chiedere a tutti di portare seco le prefate certificazioni e mostrarle, ma ciò potrebbe valere anche per il vicino di casa che chiede un passaggio e così via. Anche perché un’iniziativa assunta da un poliziotto, sempre che ne abbia accesso (ma nella fattispecie in esame non era un presupposto possibile), per effettuare un controllo nella banca dati delle forze dell’ordine gli farebbe rischiare una condanna alla pena da 1 a 5 anni di reclusione ex art. 615 ter del codice di rito penale, peraltro tenendo conto che l’ipotesi sarebbe di farlo a ogni frequentazione incorrerebbe anche nella reiterazione e quindi nell’aggravante prevista dalla codifica dell’art. 81.
...Risultato? L’agente è stato attinto dalla sanzione della pena pecuniaria nella misura di 5/30, il massimo ipotizzato in contestazione. Vale a dire una decurtazione di circa 250 € di una mensilità stipendiale. E’ arduo percepire l’iter logico-giuridico seguito dal direttore della V Zona di Fiumicino per giungere a tale approdo provvedimentale. UIL Polizia
Forse bisognerebbe contestare la norma piuttosto che il provvedimento preso per il caso specifico.
A Palermo ci si va con le dovute cautele. Specie se si è poliziotti. E single.
Non c'è bisogno dei servizi segreti per cercare informazioni.
Tanto più che le vie indirette sono sempre le migliori.
La storia d'amore poi come è andata ?
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