martedì 21 aprile 2020

Il piano segreto e la privacy che non c'è più

“Dal 20 gennaio avevamo pronto un piano secretato e quel piano abbiamo seguito. La linea è stata non spaventare la popolazione e lavorare per contenere il contagio”. 
...Attenzione, però. Come ha certificato l’Imperial College, se il Governo non avesse adottato le zone rosse e le altre misure di contenimento l’Italia avrebbe avuto tra i 600 mila e gli 800mila morti. 
Corriere (Huffington)






La scelta rispetto al sentimento popolare doveva tenere conto della situazione generale.
Le reazioni devono essere calibrate anche secondo l'uso che la politica, e attori esterni, potevano farne. Infatti, il risultato non è stato entusiasmante.
 A sentire le dichiarazioni di persone che lavorano per il governo, e che quindi dovrebbero avere perimetri operativi definiti oltre a livelli di comunicazione al pubblico concordate e controllate, sorge un dubbio.
Lo abbiamo un governo?

La vicenda Carta, che non va dimenticata né liquidata come una semplice guerra di potere, ha confermato l'impressione ricavata dall'uscita di Enrico Savio.
Cioè di una struttura che rimane di eccellenza ma che è gestita tenendo in maggior conto la dimensione politica piuttosto che quella della sicurezza nazionale.
Le controversie sorte attorno al Golden Power e alla visita di Barr, sono solo alcune delle questioni che hanno mostrato disagi presenti all'interno dei nostri servizi segreti che hanno origine in altre stanze.
I richiami del senatore Urso e del presidente Volpi, circa la necessità di nominare un'autorità delegata che si occupi esclusivamente dell'intelligence e sia slegata da altri impegni, a questo punto appaiono ragionevoli. Ha poco senso parlare di patrimonio nazionale, se poi i servizi segreti sono trattati come un giocattolo usato.





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