on Jan. 30, he summarized his article’s main thesis as “Qassem Soleimani’s source of inspiration being Hakan Fidan’s ideas and (Former Prime Minister Ahmet) Davutoğlu’s New Ottoman ideology.”.
...It is well known that Israel carries out its yearlong espionage operations without borders and rules through a series of agent apparatus and allied terrorist organizations in countries it targets.
Mossad’s activities are comprised of the use of illegal espionage software, illegal interrogations and assassinations.
...Amin, who was an asylum-seeker in Turkey with the direction of Israeli intelligence, started dark propaganda against Turkey through social media accounts. After her real identity was revealed, Amin was deported from Turkey in August 2017. Then, with the assistance of the editor of the Times of Israel, David Horovitz, she applied for asylum in Israel and was accepted. Amin continues her propaganda activities against Turkey in Tel Aviv.
DailySabah
Hakan Fidan sembrerebbe nutrire una vera e propria ossessione per l'impero ottomano, che in un certo senso lo aiuta ad andare avanti nell'eseguire in maniera fedele la linea dettata da Erdogan.
Per Sardar Soleimani il concetto di asse sciita era un mezzo per compattare le proprie truppe e per realizzare un disegno di ampio respiro.
Il Mossad di Yossi Cohen può contare su una rete di relazioni che gli garantisce ampia attendibilità presso i referenti governativi anche grazie alla propaganda.
In Italia le pubblicazioni che mettono in cattiva luce la Turchia e l'Iran sono promosse da soggetti che hanno simpatie per Israele e sembrano gestiti anche dall'intelligence israeliana.
Cohen, a differenza di Hakan Fidan, riesce a colmare le lacune causate dall'isolamento diplomatico impresso dalle politiche del primo ministro. In quest'ottica la cura delle relazioni con i regimi arabi e nordafricani costituisce un vantaggio.
L'articolo del Sabah nasce presumibilmente come risposta all'accusa, mossa dai media della dissidenza in esilio con tanto di documentazione proveniente dalle corti turche, circa la presenza costante del MIT nei campi profughi greci. Accusa che non facilita le mosse di Erdogan in campo internazionale.
C'è da vedere fino a quando questa guerra tra agenzie d'intelligence rimarrà confinata al campo della comunicazione.
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