venerdì 17 gennaio 2020

Berlino chiama Idlib

Se gli Stati Uniti decidessero di chiudere in maniera definitiva la partita con Al Joulani e Hayat Tahrir, dovrebbero prima dedicare un drone assassino a lui.
Sheikh Al Attoun è quello che ai tempi di Nusra, quando cioè il suo volto era sconosciuto a tutti, rispondeva alle domande dei cronisti locali per spiegare la logica giuridica dei rapimenti. Una pratica che strideva con la missione di un gruppo che era sceso in Siria per liberare la popolazione dall'oppressore.
Il giorno in cui Al Joulani comunicò al mondo intero la separazione da Al Qaeda, Al Attoun era al suo fianco. Di lui si sa poco. Molti sostengono che sia siriano. Un fedelissimo della prima ora probabilmente da tempo in contatto con i qaedisti della cerchia di Al Zarqawi.
Fu artefice dell'ammorbidimento della linea ideologica di Hayat Tahrir quando Al Joulani era alla ricerca di sponsor esteri al di fuori della galassia del Qatar.
Accompagnò il comandante in giro per il nord della Siria per spiegare il motivo per il quale bisognava venire a patti con la Turchia. Tempi in cui sia i qaedisti che i turchi volevano ammazzare Al Joulani.
Sempre chiuso nella sua tunica beige. Magro come se mangiasse secondo le indicazioni lasciate dal Profeta (pace e benedizioni su di lui). Senza eccedere. Tono di voce deciso ma mai arrogante.
L'uscita recente in veste militare tende a sottolineare l'importanza del momento.
Se Turchia e Russia sono orientate verso un impegno maggiore in Libia, dovranno prendere decisioni risolutive nel nord della Siria.
Al Attoun ha la risposta pronta.

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