Il problema è che il nostro aggressore prende tempo, continua a parlare di ora zero della battaglia per Tripoli e credere nell’opzione militare. Ci bombarda, spreca risorse immani e nell’Est non costruisce nulla».
corriere
Uomo intelligente.
Ha capito che il tema della ricostruzione (a casa nostra e a casa loro) è importante per un esecutivo debole come quello italiano.
Ha anche compreso che non può contare sul sostegno di Erdogan perché esso è legato ad altri interessi. I toni soft riservati all'Italia e al ministro Di Maio, nonostante il disappunto, servono a riallacciare un rapporto in apparenza logoro.
La soluzione cosiddetta politica però, non porterebbe per il momento a nulla di concreto.
Se Serraj vuole chiudere in maniera definitiva la partita con l'aggressore, e prendere lo scettro del comando in Libia, deve andare alla guerra.

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