جنود تابعون للجيش الليبي يتفقدون سيارة عند نقطة تفتيش | أرشيفية
المصدر:
طرابلس، بنغازي - البيان
التاريخ: 06 أغسطس 2019
علمت «البيان» أن القائد العام للجيش الليبي المشير خليفة حفتر سيقوم خلال الأيام المقبلة بزيارة إلى لندن للاجتماع بعدد من المسؤولين البريطانيين، من بينهم رئيس الحكومة بوريس جونسون الذي سبق أن اجتمع به كوزير لخارجية بريطانيا في مدينة بنغازي في أغسطس 2017، في وقت شن طيران الجيش الليبي غارات على تجمعات الميليشيات الإرهابية والمعارضة التشادية بالقرب من مدينة مرزق.
زيارة
Behind Haftar’s military operations and counterterrorism narrative is an attempt to create his own authoritarian tribal-patronage system. Haftar co-opts loyalist tribes and their armed groups into the LNA making them the army whilst labeling their local tribal competitors terrorists. The LNA operations in Benghazi and Darnah are examples of this. Benghazi was largely divided between two feuding ethno-tribal camps, Bedouin tribes who lost patronage to the Qaddafi regime during the revolution, and civic tribes that had formed new revolutionary armed groups.
....Haftar repeated the Benghazi playbook, co-opting Bedouin tribes from the neighboring town of Ain Mara into the LNA to lead a “counterterrorism” operation and humanitarian siege Haftar claimed would “choke” Darnah.
El Gomati Carnegie
I giochi di alleanze con le tribù sono passi obbligati in Africa e in medio-oriente.
Marshal Haftar deve fare i conti con uno status quo che per il momento non lascia prevedere vittorie nette all'orizzonte. Il modo in cui usa le tribù è una conseguenza dell'incertezza continua in cui naviga. L'abuso dello spauracchio del terrorismo è un classico da mettere in scena con i governi occidentali. Non è detto che Boris Johnson si lasci incantare dalle sirene di Haftar.
Il servizio di Al Jazeera sui traumi di guerra e l'intervista della France Presse Beirut alla ormai guarita first lady di Siria, danno un'idea di come attualmente molti governi siano allineati su una soluzione politica che almeno in fase di transizione prevede la permanenza dell'attuale presidente.
La conferenza stampa di Abu Mohammad Al Joulani ha invece confermato la nozione dell'esistenza di canali d'interazione attraverso i quali si sta discutendo, se non un'alternativa in assoluto, almeno la sopravvivenza di un blocco del Nord in grado di controbilanciare i possibili effetti collaterali di un Assad bis a regia russa.
Sheikh Al Joulani ha sottolineato che la Russia non riesce a commercializzare la nuova Siria.
Detto da uno che ha sempre ottenuto molto più del prezzo di mercato per gli ostaggi di Nusra, se si considerano i profili dei rapiti e il contesto politico dei Paesi d'origine, si tratta di una valutazione da prendere per buona.
In maniera molto abile in vetrina ha piazzato :
-un buon controllo militare del territorio grazie alle alleanze consolidate con gli altri gruppi
-il sostegno di larghe fette della popolazione e dei foreign fighters ormai perfettamente integrati
-le difficoltà economiche della Siria
-le difficoltà incontrate dalle minoranze e dagli stessi alawiti a causa della persecuzione del regime
ha evitato di trattare tematiche importanti :
-il reale grado di autonomia del governo di salvezza nazionale e le competenze
-il rapporto con AQ Central soprattutto in vista di un cambio al vertice, dal momento che le condizioni di salute di Sheikh Al Zawahiri sarebbero precarie
-che trattamento verrebbe riservato alle minoranze religiose (qualche anno fa parlò in maniera molto vaga di "richiamare all'Islam" gruppi come i drusi)
- come pensa di integrare i gruppi di alleati, soprattutto Hurras adDeen e i dissidenti qaedisti in seno ad Hayat Tahrir, in un eventuale governo del Nord
-che ruolo pensa di rivestire al governo
Al Joulani non ha mentito a proposito del consenso crescente tra la popolazione e dei buoni rapporti creati con i combattenti stranieri. Questi ultimi potrebbero costituire un ottimo canale di controllo per i governi interessati al suo progetto. Ma ha tralasciato dettagli importanti per valutare possibili alternative ed evitare che un governo del Nord nasca semplicemente per arginare le velleità di Putin.
Sarebbe comunque un percorso interessante da approfondire.
Se con Haftar il governo del terrore è assicurato, con Al Joulani ci sono maggiori possibilità.
Bisogna però essere in grado di riconoscerle e soprattutto essere all'altezza di Al Fateh per sedersi ad un tavolo e discutere con lui senza essere colti da zone d'ombra.

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