Abu Mohammed Al Joulani non ricorrerebbe mai alla frase di un rivoluzionario francese mentre risponde a qualche domanda o tiene uno dei suoi discorsi.
Ma se anche lo facesse, Hurras adDeen costruirebbe una campagna denigratoria sui social per diverse settimane. I Qaedisti rincorrono la figura del capo di Hayat Tahrir per richiamare consensi e reclute e cercare di indebolire la sua leadership. Al Joulani ha adottato una strategia differente basata sul mito costruito attorno alla sua storia e sulla coerenza tenuta sui campi di battaglia.
Si chiedeva Cole Bunzel, che ha colto il dottor Al Uraydi con la citazione in arabo senza attribuzione, se il giurista della costola qaedista siriana fosse consapevole del riferimento.
Gli jihadisti del calibro di Sami Al Uraydi hanno una profonda conoscenza della cultura e della storia occidentale. Solo in questo modo riescono a costruire una narrazione efficace per demolire l'Occidente. D'altra parte invece, l'Occidente non riesce a liberarsi dello stereotipo dello jihadista cavernicolo e ignorante. Così facendo però, l'unica vittoria possibile sul terrorismo rimane di tipo militare. Quindi temporanea.
La retorica dei "nostri valori" è destinata a rimanere tale finché non verrà effettuato uno sforzo maggiore per comprendere le dinamiche dell'altro fronte.

Nessun commento:
Posta un commento