sabato 10 agosto 2019

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Austin Tice ‏ @Austin_Tice Listening to the shells usher in my birthday. Afghanistan, California, DC, Egypt, Turkey, Syria. What an insane year. 10:06 PM - 10 Aug 2012






Regola vuole che ogni governo sia responsabile per il benessere e la sicurezza dei propri cittadini.
Quando giunge notizia di un rapimento, gli organismi preposti si mettono in movimento per cercare di portare a casa il malcapitato di turno.
La sacralità della vita è un principio che non ha confini nè bandiere.
Se esistesse una regola secondo la quale un cittadino deve anche meritare l'aiuto dello stato nel momento del bisogno, a Austin Tice spetterebbe d'ufficio e in ogni frangente il sostegno del suo governo. In ogni scatto e nei ricordi di chi lo conosce, c'è lo spirito sano americano che ha varcato i confini nazionali. L'impegno, l'allegria, la generosità nel donarsi.

Bashar Al Assad è responsabile per la morte di almeno mezzo milione di persone. Almeno.
Molti di più sono coloro ai quali ha provocato sofferenze.
Lui e il suo circolo di fedelissimi.
Familiari, militari, funzionari, stampa, imam che firmano condanne a morte, sostenitori esteri.
Un morto in più o in meno per come è lo stato delle cose nella Siria attuale, non cambia molto.
Cambia invece quando si guarda al merito.
Pretendere che Austin Tice ritorni a casa, significa ribadire forte e chiaro che Assad e i suoi non meritano altro se non la considerazione che si ha per dei criminali. Che hanno vinto questa guerra solo perchè noi l'abbiamo persa. Perché l'interesse generale di uno stato purtroppo spesso mette da parte la vita e i valori sui quali esso è costruito.
Assad deve imparare che giocando sporco non si vince.
Si costringe semplicemente gli altri a regalare una vittoria intrisa di sangue.

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