mercoledì 3 luglio 2019

There's many lost, but tell me who has won

Statement from U.S. Central Command on strike against al-Qaida in Syria U.S. Central Command / Published June 30, 2019 U.S. Forces conducted a strike against al-Qaida in Syria (AQ-S) leadership at a training facility near Aleppo Province, Syria, June 30, 2019. This operation targeted AQ-S operatives responsible for plotting external attacks threatening U.S. citizens, our partners, and innocent civilians. Northwest Syria remains a safe haven where AQ-S leaders actively coordinate terrorist activities, to include planning attacks throughout the region and in the West. With our allies and partners, we will continue to target Daesh and al-Qaida to prevent both groups from using Syria as a safe haven.

L'operazione portata a termine il 30 Giugno (presumibilmente grazie a dati forniti da MIT ed esercito turco) si è inserita in un momento di massima tensione all'interno di Tanzim Hurras adDeen. Tensione che affonda le radici nel distacco di Nusra da Al Qaeda e si era fatta più violenta all'epoca del primo ingresso della Turchia ad Idlib.
In queste ultime settimane la linea morbida di Sami Al Huraidi, che acconsentiva ad una sorta di tacita collaborazione con la Turchia attraverso i ribelli di Euphrates Shield per combattere in maniera più incisiva russi e assadisti ad Hama, è arrivata allo scontro frontale con i membri legati a doppio filo all'ideologia di Al Qaeda uccisi nello strike (per lo più tunisini e algerini).
Il tutto è avvenuto con il contributo costante dei giuristi giordani e con presumibilmente l'obiettivo di una scissione ulteriore per riformare la vera Al Qaeda su scala globale. In mezzo ci sono sempre le manovre di Abu Mohammed Al Joulani che deve  tenersi in equilibrio tra la Turchia e i malumori interni.
Se nel 2017 (anno dell'ultimo strike americano decisivo in zona) era anche logico agire in ottica di depotenziamento della formazione di Al Zawahiri, visto il ruolo di primo piano assunto da Abu Khair Al Masri in Siria, oggi bisogna ragionare maggiormente sulle dinamiche interne al campo jihadista e alle conseguenze che queste determinano nel panorama della coalizione impegnata in zona (Turchia-Iran-Russia).
L'uccisione di parte dei vertici di Hurras adDeen (i cosiddetti hardliners), unitamente alla nozione che gli attacchi sarebbero partiti anche da basi turche, non può che rafforzare appunto la posizione dei qaedisti doc e determinare spostamenti di equilibri che vanno a toccare gli interessi americani. In questa fase bisogna ragionare maggiormente in ottica d'intelligence piuttosto che perseguire obiettivi di tipo militare.

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