In realtà è poco corretto parlare sia di ritiro dallo Yemen che di diversità di vedute rispetto all'alleato saudita.
La presenza in Yemen degli Emirati ha come scopo il controllo dei porti e delle aree che costituiscono un ponte verso il Corno d'Africa. Al momento si può dire che l'obiettivo è stato raggiunto sotto il profilo militare e grazie al gioco di alleanze con le tribù.
Per i sauditi invece, gli attacchi continui al confine addirittura contro sedi dell'intelligence militare, rappresentano una vera spina nel fianco.
La redistribuzione delle truppe emiratine e la permanenza nella coalizione erano mosse appartenenti a piani stabiliti da tempo.
Non bisogna confondere la retorica anti-iraniana usata per sostenere le proprie ragioni presso i politici americani ed europei, con quella che è la realtà sul campo.
Il legame tra Houti e iraniani/hezbollah non è nemmeno lontanamente paragonabile agli assetti costruiti da IRGC tramite le milizie locali in Iraq.
Mohammed bin Zayed prosegue così, il percorso in terra d'Africa senza comunque abbandonare la scena yemenita.

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