lunedì 10 giugno 2019

Idlib resiste. Putin annaspa. Partita nuova all'orizzonte.

Mentre il mondo si è ricordato della Siria per raccontare la storia del portiere morto da eroe, la famosa riunione al vertice tra capi di fazioni ribelli e jihadiste nel nord sembra aver dato i risultati sperati.
Nelle ultime settimane i punti di osservazione russi hanno subito attacchi pesanti e alcuni villaggi chiave sono stati riconquistati.
Sotto il profilo militare sta funzionando il coordinamento tra le operation rooms. Le incursioni di inghimasi, che spesso gettano nel panico le linee nemiche ma alla fine pochi risultati producono, sono state affiancate da attacchi con armi nuove e all'avanguardia.
I civili stanno collaborando a pieno ritmo.
Se per un verso la Turchia non sostiene direttamente queste azioni, di certo non le ostacola.
Sul fronte opposto sembrerebbero esserci problemi con l'alleato iraniano che dovrebbe farsi da parte secondo il piano di arabi e americani.
Si tratta ancora di una prima fase dalla quale è difficile comprendere quanti armamenti sono in possesso di ribelli e jihadisti. Lo scenario è decisamente differente rispetto a  situazioni simili che in passato hanno visto l'entusiasmo delle prime vittorie prontamente oscurato da una disfatta arrivata nel giro di poche settimane.
Il game changer in questa situazione è il grado di autonomia che un po' tutte le fazioni hanno conquistato nel tempo rispetto ai sostenitori stranieri. Anche se Erdogan scegliesse di interrompere il gioco degli attacchi ai russi in caso di accordo, i ribelli sostenuti dalla Turchia potrebbero non allinearsi alla decisione. Dal coordinamento militare si potrebbe passare a quello politico.
Le stesse monarchie del Golfo, che continuano a mantenere solidi canali d'interazione con le formazioni in campo, potrebbero pentirsi di avere puntato in maniera definitiva sulla legittimazione del regime.
E' difficile ipotizzare al momento con chi ci si dovrà confrontare per ciò che riguarda gli interessi europei e italiani in particolare. Principalmente profughi e terrorismo.

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