Il mio Governo non l'ha riconosciuta, tuttavia, quale Presidente ad interim del Paese, non solo per ragioni di ordine giuridico-formale, ma anche perché consapevole del rischio di contribuire alla radicalizzazione delle rispettive posizioni, favorendo la spirale di violenza con il risultato di rendere ancora più drammatica la condizione della popolazione. Questo anche nella prevedibile prospettiva di un confronto internazionale «per procura», che avrebbe reso ancora più conflittuale la contrapposizione. Non siamo rimasti tuttavia passivi. Ci siamo attivati su vari fronti, a partire da quello internazionale, promuovendo una soluzione pacifica, attraverso un dialogo politico finalizzato allo svolgimento di libere elezioni presidenziali. Abbiamo condannato fermamente qualsiasi escalation di violenze e abusi e abbiamo pubblicamente protestato per ogni limitazione delle prerogative dei deputati venezuelani. Giuseppe Conte
Bolton lascia intendere di essere pronto ad intervenire per chiudere la partita in Venezuela.
Trump nicchia tra una mezza richiesta di incontro con la leadership iraniana e la minaccia di guerra, dopo aver fatto circolare la notizia di una riunione a Langley piuttosto che alla Casa Bianca assieme ai vertici di intelligence e forze armate.
L'Italia si può inserire in un contesto che vede l'amministrazione americana obbligata al bluff poiché in difficoltà su vari fronti.

Nessun commento:
Posta un commento